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lunedì 7 ottobre 2013

Storia dell'architettura Contemporanea - lezione 29: architetture moderne in un contesto antico

Storia dell'architettura Contemporanea
lezione 29: architetture moderne in un contesto antico

–         Cassa di Risparmio a Latisana di Valle, 1954-6
–         Negozio Olivetti a Venezia di Scarpa, 1957
–         Chiesa di San Giovanni Battista “dell'Autostrada” a Firenze di Michelucci, 1960-4
–         Fondazione Querini Stampalia a Venezia di Scarpa, 1961-3
–         I Ciam del dopoguerra, 1947-1959
–         Facoltà di Magistero a Urbino di De Carlo, 1968-76
–         Progetto per la Camera dei deputati a Roma di Samonà, 1967

–         I Ciam:
–         VI Bridgewater 1947
–         VII Bergamo 1949
–         VIII Hoddesdon 1951
–         IX Aix-en-Provence
–         X Dubrovnik 1956
–         XI Otterlo 1959

Team X: Alison e Peter Smithson, Bakema, Van Eyck
Syrkus, Giedion


problema con le preesistenze
Scarpa vuole creare un'architettura moderna che non faccia stile ma che arricchisca il contesto circostante.
–         Negozio Olivetti a Venezia di Scarpa, 1957
in piazza San Marco – luogo centrale con preesistenze del '400
negozio sta su lotto gotico (spazio molto lungo e molto stretto: 21x5) h:4m
spazio svuotato
episodio centrale su cui è costruito questo spazio: scala che diventa un episodio spaziale
scala in marmo che appare sospesa e che dà profondità allo spazio altrettanto profondo
essa porta ad un primo piano molto basso e c'è un ballatoio che corre tutto attorno
scala viene trattata come una vera e propria scultura – dà continuità visiva a questo ambiente
è attento al rapporto tra il nuovo e l'antico [consulta perfino degli artigiani – attenzione per il dettaglio]: conosce molto bene il sapere artigianale ed è molto attento al preesistente – distingue continuamente il nuovo dall'antico
“sensibilità di un maestro bizantino” (Scafuri)

1959 a Otterlo si ottiene XI congresso dei Ciam che sancisce la loro morte.
Cronologia:
- V Ciam a Parigi 1937
- 1939 non si tiene
- 43 bridgewater: convegno postguerra preparatorio al ciam successivo
- Bergamo: convegno importante che registra una serie di assenze: gropius (spedirà la sua relazione ma non può essere fisicamente presente), mies, aalto, wright
il dominatore del ciam è le corbusier – lui dirige il ciam in maniera da dittatore – definisce gli argomenti:   1.rapporto tra l'architettura e le altre arti -tema che non porta a dei grandi risultati
2.tema della griglia
griglia = è uno strumento di presentazione dei progetti – è un modo per presentare dei progetti – uno schema
lungo le ordinate dello schema: contiene i quattro punti dell'architettura di lc
ascisse: tema dell'ambiente, del volume, dell'occupazione del suolo
stupisce il tema più importante della griglia. Perchè lc fa ciò? Perchè lui vuole che gli architetti facciano dei progetti che tengano conto della carta di atene
i piani urbanistici 43 della carta di atene devono essere applicati
-- peso di lc nel congresso
c'è un passaggio forte rispetto ai ciam precedenti: discussione su come presentare i progetti vs alloggio razionale dei ciam precedenti
questo lo vuole lc, ma qualcuno non è d'accordo:
Ellen Circus: “dobbiamo trovare un architettura più umana” “non si può inserire la complessità in una griglia”
mettere in discussione la griglia, quindi i principi della carta di atene (il ciam serviva a far decollare questa carta invece)
i giovani non sono d'accordo:
–         Bruno Zevi che però non verrà invitato (ospiti scelti)
fa un documento in tre lingue e lo fa circolare “Della Cultura architettonica”: i ciam non sono all'altezza dei problemi della ricostruzione
i ciam sono legati solo a le corbusier, “ma la parola di le corbusier non è la parola d'ordine attuale”
personaggio italiano ma di cultura mondiale
1945 “Verso un'architettura organica”
1950 “Storia dell'Architettura Moderna”
è lo storiografo dell'architettura moderna

–         Giedion
segretario e storico dei ciam
1941 pubblica “spazio, tempo e architettura”
racconta una storia dei ciam che non piace a bruno zevi: dice che secondo il suo libro solo gropius e lc hanno raggiunto l'apice e hanno dato origine all'architettura moderna (per zevi è stato wright)

–         cultura le corbuseriana viene messa in discussione. Viene proposta come più attuale l'architettura architettonica organica

–         Oddesdon 1951 in Inghilterra
inizia una nuova strada – tema molto diverso dal precedente
ruolo dominante: Rogers
titolo: “il cuore della città”
= componente poetica, delle relazioni umane
[cuore = relazioni umane]
superamento della carta di atene e dall'architettura macchinista di lc!
Rogers: urbanistica dal volto umano che ha due estremi che deve combattere: cosmopolitismo rivelatore e il folclorismo demagogico
–         1953 Aix-en-Provence
–         1956 Dubrovnik
–         Otterlo 1959 in Olanda
chiude l'esperienza dei ciam iniziata nel 1928
congresso in cui manca gropius, le corbusier..
ci sono i giovani che li hanno sostituiti: tra gli italiani c'è Rogers e Giancarlo de Carlo, architetto ingegnere milanese che partecipa alla resistenza con pagano

presentano le loro opere:
-          G.De Carlo presenta la sua “Casa per Matera”, non è il solito stereotipo
-          tetto a falde
-          Scale esterne
-          Uso del mattone
-          Fa quest’architettura richiamandosi ad alcuni elementi dell’architettura spontanea della Basilicata
à fortemente criticata dalla componente le Corbuseriana
Rogers presenta invece la Torre Velasca (milano), anch’essa fortemente criticata
Ci sono tre principali correnti all’interno dei Ciam, la cui incompatibilità porterà allo scoglimento degli stessi:
Posizioni:
1-La componente ortodossa (le corbuseriani): vuole una continuità con l’architettura di le Corbusier
2-Italiani (capeggiati da Rogers)à sostengono che l’architettura moderna deve rapportarsi al passato, deve entrare in dialettica con la storia
3-Team ten (Dubrovnik), capeggiato dagli Smithson, bakema, vaneikà che propongono la ricerca di un nuovo linguaggio

–         Chiesa di San Giovanni Battista “dell'Autostrada” a Firenze di Michelucci, 1960-4
Costruisce una Chiesa sull’autostrada del sole, per commemorare le vittime della costruzione dell’autostrada (che furono molti).
Ma:
vincoli = erano già stata gettate le fondamenta del progetto + Dieci città toccate dall’autostrada decisero di affidare a 10 artisti diversi dei pannelli commemorativi del passaggio dell’autostradaà lo vincolano nelle sue scelte progettuali.
àschizzi:
-          guarda a le Corbusier
Intento:
-          costruire una Chiesa che assomigli ad una tenda, riparo primordiale dell'uoko (riferimenti simbolici e biblicià parla di una sorta di nomadismo autostradale, ha una forte capacità espressiva perché prende la forma dal vento, ha una forma mutevole deformata dagli elementi di sostegno, simboleggia il primo riparo dell’uomo)
Pianta:
-          volutamente senza centro
-          complessa e significativa
-          ingressoà sagrato irregolare
-          dopo l’ingresso c’è una lunga galleria (“la galleria delle regioni”), nella quale espone i pannelli
-          battistero 3 m sotto la superficie
-          c’è una voluta rotazione della pianta
-          altare maggiore messo sul transetto e non nella navata centraleà chiaro influsso di Michelangelo (Santa Maria degli Angeli a Roma)
Richiama la complessità dell’autostrada (macchine che girano..)
Va a scardinare una serie di gerarchie: 1) la struttura portante all’interno è molto ben definita, ma anche le pareti esterne sono portanti , non c’è chiarezza fra elementi portanti e non; 2) non c’è una chiara distinzione fra prospetto principale e secondario. Qual è il davanti quale il dietro?

–         Fondazione Querini Stampalia a Venezia di Scarpa, 1961-3
Galleria D’Arte e Biblioteca Querini Stampalia, palazzo del ‘500.
Viene chiesto a Scarpa di progettarne il piano terraà recupera lo spazio del “portego” e il giardino interno.
Atrio: Pavimento in mosaico, soffitto in stucco nero
àProblema delle maree:
Scarpa ragiona su quest’acqua che sale, deve incanalarla e fare in modo che non arrivi in certi punti mentre in altri si. à l’acqua che sale diventa il tema dell’opera
Soluzione:
-          Perimetra tutto il percorso, costruendo dei percorsi forzati per l’acqua.
-          Va a riformulare il muro, creando dei pannelli in travertino che lo ricoprono ma che non si toccano (creano delle fessure fra un pannello e l’altro, come per non toccarsi maià rapporto col passato)
-          Scalini (che permettono l’entrata anche dall’acqua e ne segnano il livello)
-          Architettura misurata sull’acquaà c’è una musica dell’acqua (viene studiato anche il rumore che essa produce)

–         Facoltà di Magistero a Urbino di De Carlo, 1968-76
Ancora un intervento nel centro storico, città ricchissima dal punto di vista artistico. Facoltà di Magistero. Ex convento, trasformato in un orfanotrofio nel 1800. Fortemente manomesso, tanto che venne demolito e ricostruito.
 Compie un grande scavo di 16m
-          Illumina lo spazio con un lucernario a emiciclo
-          Giardino pensile
-          Biblioteca- teatro- studioli attorno a un pozzo circolare (al centro del quale sorge una pianta )à ponte che porta ad un’aula sospesa
E’ molto attento al paesaggio e vuole creare delle relazioni col contestoà lucernario, struttura circolare, terrazzamenti etc (legano col contesto) [ci si relaziona con la volumetria del contesto, il riterrazzamento, il sistema gradonato]
-“tessuto” o “tessitura” col contesto…ossia che si relaziona col contesto, con la grana volumetrica/ con le volumetrie/ con le tecnologie (non riproporre le tecnologie del passato, ma tenerne conto)
–         rapporto fra muro e strada (prendere spunto dal contesto)

–         Progetto per la Camera dei deputati a Roma di Samonà, 1967
concorso per l’ampliamento della Camera dei Deputati.
 Progetto di Samonà (direttore dello IUAV)
[Palazzo del Montecitorio, progettato da Bernini con interventi di Basile, prima dell’unità d’Italia serviva come tribunale della chiesa, poi sede del Parlamento]
Nel’ampliamento si vuole realizzare:
-          biblioteca per 1.000.000 libri
-          garage
-          uffici
-          sale di lettura e scrittura per i deputati
-          banca/posta/ambulatori
Vincolo:
-          non superare lo skyline degli altri edifici (30m)        
Struttura:
-          colloca la biblioteca su una sorta di selva di pilastri (pilotis)
-          ambiente sotterraneo per la Banca e le Poste + ambulatorio e ingresso per la biblioteca [quota 0.0 m]
-          [quota 3.40 m]à piazza sopraelevata + atrio principale che porta ai vari piani
-          [quota 7.60 m]  studioli per la scrittura
-          [quota 17m] biblioteca(sviluppata su due piani) con la sala di lettura
-          [quota 23m] studioli per la scrittura, ambienti per uffici di ricerca+ biblioteca
Per Samonà il passato “è un fatto compiuto”, qualcosa che è finito, che si è esaurito; quindi quello che propongo è qualcosa di nuovoà il rapporto col passato avviene attraverso i pilastri, che parlano della sedimentazione della città storica; ha sollevato tutto per permettere di vedere ciò che lo circonda, mette in relazione la vecchia e la nuova immagine.
-          I volumi sono variabili
-          C’è un rovesciamento fra sostegni e pesi…i sostegni sono esili, mentre ciò che è sorretto molto pesante
à Mostra la razionalità della città vecchia e mostra quella della città nuova; è “un frammento di nuova città, che dialoga con la città storica”

à mano di Le Corbusier, rappresenta la volontà di forma, la voglia di cambiare la realtà (Plan Voisinà la nuova Parigi confrontata con la vecchia, ma con la differenza che LeC. Salvava solo sporadiche opere, mentre Samonà anche le architetture minori)

Storia dell'architettura Contemporanea - lezione 27: Architettura italiana del primo dopoguerra – il rapporto con la storia

Storia dell'architettura Contemporanea
lezione 27: Architettura italiana del primo dopoguerra – il rapporto con la storia

–         Casa “Il Girasole” a Roma di Moretti, 1947-1950
–         Abitazioni e Uffici in Corso Italia a Milano di Moretti, 1949-1956
–         Borsa Merci a Pistoia di Michelucci, 1948-1950
–         Rifugio Pirovani a Cervinia di Albini, 1949
–         Edificio per Uffici Ina a Parma di Albini, 1950
–         Chiesa di San Antonio Abate a Recoaro di Vaccaro, 1949-1951
–         Villaggio del Fanciullo a Villa Opicina di D'Olivo, 1950-1957


–         Casa “Il Girasole” a Roma di Moretti, 1947-1950
[architetto del foro mussolini, la casa della scherma – E42]
in zona Pariole
prospetto: scalinata di due rampe che porta all'atrio = dislivello
la casa si sviluppa su 4 piani
casa per appartamenti molto grandi: due per piano
zona giorno su facciata principale
camere: sporgono fuori dal perimetro dell'edificio [Aalto]
casa sollevata da terra
parte basamentale = definita da un forte bugnato asimmetrico che è in parte liscio e levigato e in parte scolpita in modo rustico, non finito, lavorato [rapporto con la storia]
in contrapposizione con la parte superiore = estremamente lavorata
edificio dà l'idea di poggiare su un grande basamento
taglio profondo del prospetto: ha la funzione di dare luce alle scale del cavedio e rende molto più elegante il tutto
nel prospetto in alto viene disegnato una sorta di frontone: spezzato al centro, asimmetrico [richiamo indiretto alla storia]
prospetto ha delle fasce verticali, una sorta di lamine che fuoriescono: il prospetto è una sorta di maschera che copre l'edificio
+ fasce orizzontali
–         Abitazioni e Uffici in Corso Italia a Milano di Moretti, 1949-1956
complesso più grande e ricco tra via Rugabella e via San Senatore
insiste su zona di espansione settecentesca – taglia una via
fatto di tre corpi (più alti che poggiano su corpi) [a,b,c]
maglia di pilastri – disegnati due atri d'ingresso
due edifici (a,b): caratterizzati da un profondo taglio tra di loro
prospetto mosso: terrazze aggettanti con leggera inclinatura
–         abilità nel modellare l'architettura
–         corpo ©: aggettante sullo spazio pubblico
tre appartamenti per piano
testata a punta
prospetto su via rugabella: chiuso che presenta tagli che rendono la facciata astratta dal punto di vista geometrico + piccole finestre per far passare fasci di luce
corpo che fuoriesce da basamento: corpo massiccio, pesante sostenuto da altro corpo separato di vetrate = drammaticità del'architettura [fragilità vs massiccio]
–         Borsa Merci a Pistoia di Michelucci, 1948-1950
intervento di Michelucci [stazione di Firenze, città Universitaria]
borsa merci: si valutano i prezzi delle merci
in una zona centrale della città
sorge vicino ad un edificio più imponente che non è rinascimentale ma eclettico dell'800 in stile neorinascimentale che però usa un linguaggio accademico
storia molto complessa
primo progetto presentato nel 1948, approvato ma non viene realizzato così:
tetto piano, prospetto formato al piano terra da un muro di bugnato regolare.
L'edificio che viene realizzato è diverso: Michelucci ha cambiato.
Differenze:
-realizzato: racchiuso da due setti in bugnato in pietra che fuoriescono e racchiudono il prospetto, ossatura in cemento armato tamponata con elementi in vetro o trasparenti o opachi – nella parte inferiore ci sono una serie di scalini che fanno una sorta di podio: l'edificio è sollevato da scalini
al pianoterra: vetrina galleggiante
copertura: a falde – copertura staccata dal muro 
-nel progetto: l'edificio non è sospeso, non ci sono scalini – copertura piana
interno: unico grande vano – ambiente dominato da scala a L messa in posizione asimmetrica [vs prospetto così simmetrico] =  sorpresa
ambiente spoglio – struttura in pilastri a vista: estrema sincerità costruttiva
finestre in alto sono leggermente inclinate per far entrare la luce
“intenzione di fare un edificio completamente perforato” che permette di vedere all'interno (nel prospetto principale)
critici: Gabbia per grilli
rapporto con la storia: non avviene riprendendo elementi formali, ma attraverso l'uso del materiale trattato in modo diverso [santa maria novella] e con il rapporto alla geometria – si rifiutano citazioni storiciste
sincerità costruttiva
--volontà di ambientare questo edificio [materiale, scalinata]
storia complessa: la borsa dopo dieci anni viene distrutta e gli viene chiesto di fare ampliamento della camera di commercio.

Franco Albini ha lavorato nella Milano Verde, Casa a struttura d'acciaio nella V triennale
–         Rifugio Pirovani a Cervinia di Albini, 1949
rifugio che si sviluppa su 5 piani: i primi 3 sono quasi seminterrati, gli ultimi 2 costituiscono il rifugio vero e proprio
rivestiti in pietra, la parte superiore è invece rivestita in tavole di legno
3 livello = soggiorno – 4 livello = camere
edificio presenta dei pilastri conici: sono rivestiti in pietra che hanno un giunto, una cerniere su cui si appoggia il rifugio
questa scelta formale è significativa: rivestito in pietra, è quasi conico – il giunto è in legno: volontà di creare un elemento di raccordo – è un giunto con riferimento all'architettura locale della zona [piedritto con ombrello in legno] – attenzione alla storia locale [reinterpretare] = dare una risposta moderna a delle architetture e sistemi costruttivi tradizionali
-- idea del peso di rifugio che si scarica su questi pilastri alti
[casa a struttura d'acciaio: volontà di dare importanza alla sincerità strutturale]
giunto = sincerità strutturale, stesso atteggiamento che aveva preso da Pagano
–         Edificio per Uffici Ina a Parma di Albini, 1950
nel cuore di Parma, in pieno centro storico (via Cavour)
edificio posto ad angolo su via Cavour
pianoterra sul lato di via Cavour: negozi
su via san Biagio c'è atrio e una scala che porta al piano superiore
prospetto su via Cavour: si legge una griglia in cemento che va a definire questo prospetto. Essa non è presente al pianoterra.
La griglia = razionalità costruttiva data anche da una chiarezza statica
albini vuole confrontarsi con il battistero fatto con una specie di griglia = rapporto con la storia
la griglia è composta da pilastri che cambiano: sono scalari (si assottigliano man mano che si va verso l'alto perchè devono sostenere un peso minore)
tamponamento: al primo piano: vetrato – sopra: finestre a tutt'altezza + muratura
-- estrema chiarezza tra elemento strutturale e elemento di tamponamento
il prospetto: pianoterra ha 5 pilastri ma non si vedono, sono nascosti, mentre al primo piano ce ne sono 7 ma si vedono
la trave tra i due piani scarica il peso ricevuto dai 7 pilastri
all'interno: scala che rappresenta un momento “altro” alla razionalità di questa struttura [prospetto vs scala] – scala a spirale

Vaccaro nasce nel 1896 [colonia dell'Agi a Cesenatico]
–         Chiesa di San Antonio Abate a Recoaro di Vaccaro, 1949-1951
ricostruire chiesa distrutta da un bombardamento verso la guerra
inserimento di un'architettura moderna in un contesto antico
pianta: asimmetrica (colpisce subito per questo): la navata laterale è solo a destra e non sulla sinistra. Lì
vengono collocati gli altari della chiesa distrutta.
La fonte battesimale + spazi confessionali + pulpito
presbiterio con forma poligonale: inusuale
grande volta a botte formata da un sistema di archi in cemento che sostengono la copertura con la particolarità che l'arco disegna un cerchio e un'ellisse.
La zona del presbiterio si presenta come un corpo staccato.
Interno: presenta pilastri in cemento rivestiti in pietra ma fatto successivo
-- distinguere la parte del presbiterio e della navata = marcare la differenza
prospetto: presenta diversi elementi decorativi: 1) marmo di due tipi: marmo rosso di Verona e marmo bianco = policromia che appartiene alla storia delle chiese
2) facciata fatta da rettangolo e da semicerchio + finestra posta al centro con cornice aggettante cuspidata
= richiamo alla tradizione veneta [chiesa di santa maria dei miracoli di pietro lombardo a venezia]
–           Villaggio del Fanciullo a Villa Opicina di D'Olivo, 1950-1957
[D'Olivo nasce nel 1921, si laurea a Venezia dopo aver finito la guerra, ma principalmente è un architetto autodidatta – si laurea con Samonà]
ha un atteggiamento diverso rispetto agli architetti già visti: vive il momento della guerra come un momento di rottura
si vogliono ospitare i fanciulli orfani che escono dall'esperienza del dopoguerra
“paese moderno per fanciulli” - idea di una piccola comunità
dormitori – mensa – aule per studenti – campo sportivo – chiesa (non verrà costruita)
planimetria costruita su maglia quadrata
edificio della mensa:
in pianta è composto da due quadrati di dimensioni diverse uniti tra di loro da un corpo
il primo quadrato è nella zona della mensa, grande vano con un vuoto al centro + scala a doppia rampa – sotto c'è il vuoto = percorso architettonico (LC)
guarda a Wright e a Le Corbusier 
rompere con la tradizione costruttiva! Si coglie sia nel modo in cui è organizzato l'interno, sia nella volontà di inclinare le pareti! Trasgressione e voglia di innovazione
Zevi sarà il personaggio che lancia D'Olivo, lo mostra a “metro”. Lo mostra come “rozzo [nel senso di schietto, primitivo a differenza di Moretti e Albini] e geniale”. È un'“architettura irritante”.
Forme che richiamano le forme taglienti del paesaggio del Carso.

Altro edificio --Tipografia:
pareti di tamponamento dall'esterno
struttura: pilastri a fungo (“alberi matematici”) in cemento precompresso [fabbrica johnson]
[schizzi: pensando a tesi di laurea 1947 per una casa editrice]
sintesi= elemento figurativo e elemento strutturale
–         non c'è il rapporto con la storia





lunedì 2 settembre 2013

Storia dell'architettura Contemporanea - lezione 16: Esposizione Razionalista del '31, l'ambiente torinese e la città universitaria di Roma

Storia dell'architettura Contemporanea
lezione 16: Esposizione Razionalista del '31, l'ambiente torinese e la città universitaria di Roma

–         Palazzo Gualino a Torino di Pagano, 1928
–         Negozio Vitrum a Como di Terragni, 1930
–         Progetto di casa alta di Sartoris, 1931
–         Progetto per la cattedrale di Friburgo di Sartoris, 1931
–         Progetto per una chiesa in Libia di Libera, 1931
–         Piazza della Vittoria a Brescia di Piacentini, 1927-32
–         Edifici di Igiene e di Ortopedia alla città universitaria di Roma di Foschini, 1932-35
–         Edificio di Fisica alla Città universitaria di Roma di Pagano, 1932-35
–         Edificio di Chimica alla città universitaria di Roma di Aschieri, 1932-35
–         Edificio di Matematica alla Città Universitaria di Roma di Ponti, 1932-35
–         Edificio di Mineralogia alla Città Universitaria di Roma di Michelucci, 1932-35
–         Edificio di Botanica alla Città Universitaria di Roma di Capponi, 1932-35
–         Rettorato alla Città Universitaria di Roma di Piacentini, 1932-35


3/1931 seconda esposizione di architettura razionale a Roma nella galleria di Pier Maria Bardi
150 architetti, 120 opere. Nella prima 1928 solo disegni, ora anche costruzioni.
Architetti romani (Libera, Ridolfi, Piccinato), architetti milanesi. 

–         Palazzo Gualino a Torino di Pagano, 1928
vita: nasce nel 1896 a Parenzo, si laurea a Torino nel 1923-4, vive a Torino
Torino negli anni 20 è uno dei centri culturali più vivaci – città operaia
ambiente particolare che ruota attorno a Riccardo Gualino, imprenditore del settore tessile, mecenate, perchè riunisce attorno sé molti intellettuali: Lionello Venturi, uno storico, Casorati, Edoardo Persico, critico d'arte, Alberto Sartoris e Giuseppe Pagano = Cenacolo Gualino
il personaggio di maggior profilo nel gruppo è Lionello Venturi. Insegna storia dell'arte nell'università di Torino. Si pone un problema: come far fronte al processo di modernizzazione? La società sta cambiando.. si mettono in crisi i valori tradizionali. Questo sta accadendo nel campo artistico.
Venturi si pone il problema di creare un gusto.
Bisogna educare il pubblico al gusto. “Il gusto dei primitivi” 1926
concetto di gusto = permette di legare l'esperienza artistica, l'arte, qualcosa di individuale, alla società, alla collettività – g. è esprimere le preferenze artistiche e indicare al pubblico al gusto
trasformare la società sul piano estetico! Diventare protagonisti del cambiamento della nuova società.
Venturi dà un importante contributo all'approccio con l'arte: dobbiamo studiare il processo creativo. Non ci interessa l'analisi stilistica, è secondario. Ma l'illuminazione che produce la creazione.
Il processo creativo avviene solo quando l'artista è dentro la propria realtà storica, il proprio tempo, quando aderisce alla propria epoca. In questo scatta il tema della sincerità: per lui la sincerità è morale e importante.
L'opera d'arte vera ha la sua moralità. -- statuto morale dell'opera d'arte
Pagano è colpito dallo statuto morale nell'arte e anche nell'architettura. Essa deve essere sincera: niente di superfluo – visione morale dell'architettura – deve esserci un'adesione alla propria epoca

–         Palazzo presentato all'esposizione come opera finita
semplicità
l'artista si è quasi come ritirato; l'opera è quasi anonima: Pagano la rende anonima. L'anonimato per lui è un valore perchè la razionalità moderna è senza nome.
È un'architettura che vuole educare al gusto
–         Negozio Vitrum a Como di Terragni, 1930
all'esposizione
nel centro di Como – vengono esposti oggetti di vetro di grande qualità
creare relazione tra oggetto esposto e il luogo che lo accoglie
esaltare la chiarezza formale sia dell'oggetto che della bacheca
viene presentato assieme ad altre opere su rivista importante: Casabella.
Casabella viene fondata nel 1928. Pagano nel 32 ne diventa autore fino alla caduta del fascismo. Tra il 35-36 direttore con Persico.
Su questa rivista Persico tiene una rubrica “la città che si rinnova” - inserisce il negozio vitrum di terragni perchè è un negozio che deve essere indicato al pubblico come modello di gusto.
Architettura con un ruolo educativo.
Persico non è un architetto. Vita: nato a Napoli, studi non compiuti in legge, va a Torino e entra in contatto con Piero Gobetti. È il critico più brillante. Muore nel gennaio del '36 in circostanze non chiarissime. È la figura che trasporta sul piano dell'architettura ciò che diceva Venturi.
[per noi il razionalismo italiano è morto]
Giò Ponti anche si pone il problema “Domus”.
1) entrambi cattolici – 2) Ponti sostiene il fascismo, Persico è molto critico 3) Ponti visione italiana, Persico europea.
In ambiente antifascista è anche Lionello Venturi. Nel '31 non giura fedeltà al fascismo.
Invece Giuseppe Pagano è molto fascista.
Alberto Sartoris: progetto che presenta all'esposizione razionalista
–         Progetto di casa alta di Sartoris, 1931
lui partecipò al primo e al secondo Ciam
pianta diversa dalla casa alta di Gropius perchè non è una casa alta con ballatoio, ma casa alta con corpi scala che distribuiscono i vari alloggi.  [spreco]
–         Progetto per una chiesa in Libia di Libera, 1931
Utilizza volte a botte per creare a copertura sia della chiesa che del suo portico
(stesso elemento formale della casa in montagna) + alberghetto

3/1931 Mussolini inaugura la mostra razionalista + Piermaria Bardi
Bardi viene finanziato da Mussolini. È un polemista.
Fa un libro “Rapporto sull'architettura per Mussolini”: c'è bisogno di un intervento molto più chiaro dello stato dell'architettura.
“lo stato deve intervenire in maniera dittatoriale: fare norme inderogabili” “lo stato deve controllare gli sconfinamenti del bello e del brutto” “lo stato deve vigilare come tutore attraverso le sue opere architetture: dal paracarro al ministero”
l'architettura del fascismo è l'architettura dei razionalisti.
La sera prima dell'arrivo di Mussolini all'insaputa di tutti (Libera e Minucci) lui prepara collage: “tavolo degli orrori” che raccoglie le cose da evitare.
Compaiono anche architetture: “Palazzo del Lina a Brescia di M. Piacentini” [Piacentini è il più rappresentativo in Italia] “Parigi 1925 – Armando Brasini del Padiglione Italiano”
le due architetture sono state entrambe inaugurate da Mussolini – questo scatena un putiferio.
Piacentini è stato nominato da Mussolini “Accademico d'Italia” -- polemica su moltissimi giornali = centralità che ha l'architettura in Italia in quegli anni (arma più forte del regime per il consenso)
Minucci viene licenziato da Giovannoni – Piacentini non perde il controllo, aspetta a rispondere, lascia passare alcuni mesi e pubblica “Difesa dell'architettura italiana”: i razionalisti si sono resi i fondatori dello stile fascista, essi guardano all'internazionalismo di Gropius e Mies. L'architettura razionalista non può essere quella italiana. È troppo moderna. Non c'è un legame con la tradizione. Non in linea con il fascismo e il suo patriottismo.
Piacentini nel 1/1932 assume la direzione di “Architettura” che era stata fondata nel 21 da Piacentini con Giovannoni con il titolo “Architettura e arti decorative”. Rivista più diffusa perchè rivista ufficiale del sindacato architetti fascisti.
Nel primo numero Piacentini presenta il programma: “ogni edificio che sorge nelle nostre città ha funzioni potentissime. È esponente della nostra civiltà e mezzo di educazione. Esso dunque deve sempre rappresentare qualche cosa.”

intervento più grande nel 32 a Brescia.
Intervento a piazza della vittoria – cambia il volto della città
1927 concorso per il piano regolatore di Brescia. Piacentini in giuria.
Vince il gruppo di Aschieri, secondo il gruppo di Piccinato.
La municipalità di Brescia affida l'incarico a Piacentini che era in giuria.
–         Piazza della Vittoria a Brescia di Piacentini, 1927-32
Progettare la zona centrale. -- deve demolire : azione opposta a quanto scritto nel 1916 (I seminario) – [la linea elettrica deve essere  portata sotto terra]   non c'è ambiguità e coerenza
inaugurata 4/9/1932. Piacentini disegna e progetta palazzi: Torre Ina [compariva nel tavolo degli orrori] – [all'epoca il più alto d'Italia – portico con motivo delle colonne e dell'attico – all'ultimo piano viene messa una finestra in lunghezza – stilisticamente diverse – renderlo più possibile domestico, vicino all'architettura italiana tradizionale] – Palazzo Postale [architettura diversa] – Torre della Rivoluzione
rileggere in termini diversi le antiche piazze italiane – rappresenta il volto fascista della città [segretario del partito: Turati]
sopra c'è piazza della loggia, piazza fatta ex novo 1433 dai veneziani che hanno la dominazione su brescia per parlare del loro dominio su Brescia. 1927-33 qui comanda il fascismo, segno della nostra presenza. Ha in fondo la loggia
vuole fare un'architettura anche moderna che sia anche volto del fascismo

la città universitaria di Roma
progetto parte nel 1932, un anno dopo la mostra razionalista: in italia c'è una forte frattura : tradizionalisti vs razionalisti
vuole dimostrare che in Italia non c'è una frattura ma vuole mostrare che si sta seguendo la via del fascismo.
Mussolini prende alcune scelte di tipo architettonico e lavora con Piacentini. M. pensa che l'architettura sia un valido strumento per il consenso.
2/1932 M. vuole l'uni per 10000 studenti – gli edifici devono essere fatti entro il 35 e tutti contemporaneamente. Il corpo monumentale è il rettorato, a destra e a sinistra mettiamo lettere, giurisprudenza con l'aula magna.
¼  viene affidato a Piacentini
6/4 Mussolini si reca con lui nel sito – Mussolini si improvvisa in architetto
Mussolini dice: il primo progetto è troppo decorativo e teatrale 

pianta: basilicale a croce latina

a differenza di Brescia, qui il progetto deve essere fatto da tanti architettura che avrà caratteri stilistici comuni come a dire che non c'è più la frattura, si lavora tutti in una direzione. Viene stilato un elenco.
Partecipa: Arnaldo Foschini, docente di composizione a Roma, (P. si fida da lui, è un suo amico) – Gaetano Rapisardi, architetto siciliano che lavora in studio con Piacentini, collabora con lui al palazzo di giustizia di Milano – Michelucci che ha partecipato alla mostra razionalista – Giuseppe Pagano [nemico – opposto di P. - Casabella]
Pagano è fascista, crede che al fascismo debba corrispondere un'architettura che deve essere nuova – crede che il fascismo sia morale come l'architettura che deve essere morale = mette insieme le due
partecipa anche Gio Ponti, direttore di Domus
= tre direttori di rivista – il controllo dell'informazione
chiama anche Aschieri, ha vinto il concorso per Brescia anche qll per il palazzo delle corporazioni a Roma (Piacentini gli ha preso di nuovo il lavoro) – Gaetano Minucci , razionalista allontanato da Giovannoni perchè aveva fatto la mostra
chiama architetti che hanno fatto la mostra razionalista.
Referente: lo stesso dittatore [Pagano è strafascista, fondatore del fascio a Parenzo ma anche razionalista: Mussolini è una garanzia]

impianto: forma basilicale – architettura moderna ancorata alla tradizione
ordine e simmetria basamentale – i grandi edifici però sono formate da masse diverse

-Edifici di Igiene e di Ortopedia alla città universitaria di Roma di Foschini, 1932-35
impaginato semplice e simmetrico
–         Edificio di Chimica alla città universitaria di Roma di Aschieri, 1932-35
architettura meno aulica – angolo non tagliato dalle finestre che da un senso di modernità e di astrazione
sul retro: pensilina semicurva che dà dinamismo – navata centrale tradizionale – retro moderni
–         Edificio di Fisica alla Città universitaria di Roma di Pagano, 1932-35
quello che presenta prima il progetto. Vuole essere lui a condizionare gli altri – lui non farà la colonne
semplicità di volumi – modestia formale
muri senza finestre: modernità . Architettura del fascismo sincera e onesta
–         Edificio di Matematica alla Città Universitaria di Roma di Ponti, 1932-35
edificio meno coordinato – impaginato molto simmetrico – grande vetrata
finestre in diagonale
–         Edificio di Mineralogia alla Città Universitaria di Roma di Michelucci, 1932-35
simmetria -
–         Rettorato alla Città Universitaria di Roma di Piacentini, 1932-35
quadriportico che allude ad una classicità fatta di pilastri e non di colonne – trabeazione semplificata e resa astratta
si rende un po' moderno da elementi curvi, da terrazzini che escono a sbalzo
lapisardi: legge e giurisprudenza
capponi: botanica
più moderne: finestre ad angolo [fabbrica fagus di gropius]
michelucci: fisiologia
impianto simmetrico con finestre che si infittiscono (sorta di dinamismo)

edifici con carattere unitario

questo intervento: obiettivo: architettura unitaria.
Carattere unitario all'intervento raggiunto grazie: taglio su delle finestre!
Edifici uno diverso dall'altro ma hanno anche elementi in comune: finestre, stessa cornice (tranne edificio di Ponti), stesso materiale: stessa pietra in travertini

questo tipo di operazione viene colta da uno storico: Roberto Papini che presenta il lavoro di Piacentini.
“Piacentini come coordinatore delle menti, amministratore delle fantasie – si è compiuto il miracolo di una decina di architetti di origine diversa ad un'architettura unitaria, italiana e moderna”

il rettore de francisci dice: “in uno stato totalitario l'architettura e lo stato devono collaborare”
es. città universitaria di Roma è l'espressione di una concezione totalitaria dell'architettura.
Diventa una sorta di modello per l'altro intervento: L'E42. Piacentini coordinerà una 50 di architetti.