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lunedì 7 ottobre 2013

Storia dell'architettura Contemporanea - lezione 27: Architettura italiana del primo dopoguerra – il rapporto con la storia

Storia dell'architettura Contemporanea
lezione 27: Architettura italiana del primo dopoguerra – il rapporto con la storia

–         Casa “Il Girasole” a Roma di Moretti, 1947-1950
–         Abitazioni e Uffici in Corso Italia a Milano di Moretti, 1949-1956
–         Borsa Merci a Pistoia di Michelucci, 1948-1950
–         Rifugio Pirovani a Cervinia di Albini, 1949
–         Edificio per Uffici Ina a Parma di Albini, 1950
–         Chiesa di San Antonio Abate a Recoaro di Vaccaro, 1949-1951
–         Villaggio del Fanciullo a Villa Opicina di D'Olivo, 1950-1957


–         Casa “Il Girasole” a Roma di Moretti, 1947-1950
[architetto del foro mussolini, la casa della scherma – E42]
in zona Pariole
prospetto: scalinata di due rampe che porta all'atrio = dislivello
la casa si sviluppa su 4 piani
casa per appartamenti molto grandi: due per piano
zona giorno su facciata principale
camere: sporgono fuori dal perimetro dell'edificio [Aalto]
casa sollevata da terra
parte basamentale = definita da un forte bugnato asimmetrico che è in parte liscio e levigato e in parte scolpita in modo rustico, non finito, lavorato [rapporto con la storia]
in contrapposizione con la parte superiore = estremamente lavorata
edificio dà l'idea di poggiare su un grande basamento
taglio profondo del prospetto: ha la funzione di dare luce alle scale del cavedio e rende molto più elegante il tutto
nel prospetto in alto viene disegnato una sorta di frontone: spezzato al centro, asimmetrico [richiamo indiretto alla storia]
prospetto ha delle fasce verticali, una sorta di lamine che fuoriescono: il prospetto è una sorta di maschera che copre l'edificio
+ fasce orizzontali
–         Abitazioni e Uffici in Corso Italia a Milano di Moretti, 1949-1956
complesso più grande e ricco tra via Rugabella e via San Senatore
insiste su zona di espansione settecentesca – taglia una via
fatto di tre corpi (più alti che poggiano su corpi) [a,b,c]
maglia di pilastri – disegnati due atri d'ingresso
due edifici (a,b): caratterizzati da un profondo taglio tra di loro
prospetto mosso: terrazze aggettanti con leggera inclinatura
–         abilità nel modellare l'architettura
–         corpo ©: aggettante sullo spazio pubblico
tre appartamenti per piano
testata a punta
prospetto su via rugabella: chiuso che presenta tagli che rendono la facciata astratta dal punto di vista geometrico + piccole finestre per far passare fasci di luce
corpo che fuoriesce da basamento: corpo massiccio, pesante sostenuto da altro corpo separato di vetrate = drammaticità del'architettura [fragilità vs massiccio]
–         Borsa Merci a Pistoia di Michelucci, 1948-1950
intervento di Michelucci [stazione di Firenze, città Universitaria]
borsa merci: si valutano i prezzi delle merci
in una zona centrale della città
sorge vicino ad un edificio più imponente che non è rinascimentale ma eclettico dell'800 in stile neorinascimentale che però usa un linguaggio accademico
storia molto complessa
primo progetto presentato nel 1948, approvato ma non viene realizzato così:
tetto piano, prospetto formato al piano terra da un muro di bugnato regolare.
L'edificio che viene realizzato è diverso: Michelucci ha cambiato.
Differenze:
-realizzato: racchiuso da due setti in bugnato in pietra che fuoriescono e racchiudono il prospetto, ossatura in cemento armato tamponata con elementi in vetro o trasparenti o opachi – nella parte inferiore ci sono una serie di scalini che fanno una sorta di podio: l'edificio è sollevato da scalini
al pianoterra: vetrina galleggiante
copertura: a falde – copertura staccata dal muro 
-nel progetto: l'edificio non è sospeso, non ci sono scalini – copertura piana
interno: unico grande vano – ambiente dominato da scala a L messa in posizione asimmetrica [vs prospetto così simmetrico] =  sorpresa
ambiente spoglio – struttura in pilastri a vista: estrema sincerità costruttiva
finestre in alto sono leggermente inclinate per far entrare la luce
“intenzione di fare un edificio completamente perforato” che permette di vedere all'interno (nel prospetto principale)
critici: Gabbia per grilli
rapporto con la storia: non avviene riprendendo elementi formali, ma attraverso l'uso del materiale trattato in modo diverso [santa maria novella] e con il rapporto alla geometria – si rifiutano citazioni storiciste
sincerità costruttiva
--volontà di ambientare questo edificio [materiale, scalinata]
storia complessa: la borsa dopo dieci anni viene distrutta e gli viene chiesto di fare ampliamento della camera di commercio.

Franco Albini ha lavorato nella Milano Verde, Casa a struttura d'acciaio nella V triennale
–         Rifugio Pirovani a Cervinia di Albini, 1949
rifugio che si sviluppa su 5 piani: i primi 3 sono quasi seminterrati, gli ultimi 2 costituiscono il rifugio vero e proprio
rivestiti in pietra, la parte superiore è invece rivestita in tavole di legno
3 livello = soggiorno – 4 livello = camere
edificio presenta dei pilastri conici: sono rivestiti in pietra che hanno un giunto, una cerniere su cui si appoggia il rifugio
questa scelta formale è significativa: rivestito in pietra, è quasi conico – il giunto è in legno: volontà di creare un elemento di raccordo – è un giunto con riferimento all'architettura locale della zona [piedritto con ombrello in legno] – attenzione alla storia locale [reinterpretare] = dare una risposta moderna a delle architetture e sistemi costruttivi tradizionali
-- idea del peso di rifugio che si scarica su questi pilastri alti
[casa a struttura d'acciaio: volontà di dare importanza alla sincerità strutturale]
giunto = sincerità strutturale, stesso atteggiamento che aveva preso da Pagano
–         Edificio per Uffici Ina a Parma di Albini, 1950
nel cuore di Parma, in pieno centro storico (via Cavour)
edificio posto ad angolo su via Cavour
pianoterra sul lato di via Cavour: negozi
su via san Biagio c'è atrio e una scala che porta al piano superiore
prospetto su via Cavour: si legge una griglia in cemento che va a definire questo prospetto. Essa non è presente al pianoterra.
La griglia = razionalità costruttiva data anche da una chiarezza statica
albini vuole confrontarsi con il battistero fatto con una specie di griglia = rapporto con la storia
la griglia è composta da pilastri che cambiano: sono scalari (si assottigliano man mano che si va verso l'alto perchè devono sostenere un peso minore)
tamponamento: al primo piano: vetrato – sopra: finestre a tutt'altezza + muratura
-- estrema chiarezza tra elemento strutturale e elemento di tamponamento
il prospetto: pianoterra ha 5 pilastri ma non si vedono, sono nascosti, mentre al primo piano ce ne sono 7 ma si vedono
la trave tra i due piani scarica il peso ricevuto dai 7 pilastri
all'interno: scala che rappresenta un momento “altro” alla razionalità di questa struttura [prospetto vs scala] – scala a spirale

Vaccaro nasce nel 1896 [colonia dell'Agi a Cesenatico]
–         Chiesa di San Antonio Abate a Recoaro di Vaccaro, 1949-1951
ricostruire chiesa distrutta da un bombardamento verso la guerra
inserimento di un'architettura moderna in un contesto antico
pianta: asimmetrica (colpisce subito per questo): la navata laterale è solo a destra e non sulla sinistra. Lì
vengono collocati gli altari della chiesa distrutta.
La fonte battesimale + spazi confessionali + pulpito
presbiterio con forma poligonale: inusuale
grande volta a botte formata da un sistema di archi in cemento che sostengono la copertura con la particolarità che l'arco disegna un cerchio e un'ellisse.
La zona del presbiterio si presenta come un corpo staccato.
Interno: presenta pilastri in cemento rivestiti in pietra ma fatto successivo
-- distinguere la parte del presbiterio e della navata = marcare la differenza
prospetto: presenta diversi elementi decorativi: 1) marmo di due tipi: marmo rosso di Verona e marmo bianco = policromia che appartiene alla storia delle chiese
2) facciata fatta da rettangolo e da semicerchio + finestra posta al centro con cornice aggettante cuspidata
= richiamo alla tradizione veneta [chiesa di santa maria dei miracoli di pietro lombardo a venezia]
–           Villaggio del Fanciullo a Villa Opicina di D'Olivo, 1950-1957
[D'Olivo nasce nel 1921, si laurea a Venezia dopo aver finito la guerra, ma principalmente è un architetto autodidatta – si laurea con Samonà]
ha un atteggiamento diverso rispetto agli architetti già visti: vive il momento della guerra come un momento di rottura
si vogliono ospitare i fanciulli orfani che escono dall'esperienza del dopoguerra
“paese moderno per fanciulli” - idea di una piccola comunità
dormitori – mensa – aule per studenti – campo sportivo – chiesa (non verrà costruita)
planimetria costruita su maglia quadrata
edificio della mensa:
in pianta è composto da due quadrati di dimensioni diverse uniti tra di loro da un corpo
il primo quadrato è nella zona della mensa, grande vano con un vuoto al centro + scala a doppia rampa – sotto c'è il vuoto = percorso architettonico (LC)
guarda a Wright e a Le Corbusier 
rompere con la tradizione costruttiva! Si coglie sia nel modo in cui è organizzato l'interno, sia nella volontà di inclinare le pareti! Trasgressione e voglia di innovazione
Zevi sarà il personaggio che lancia D'Olivo, lo mostra a “metro”. Lo mostra come “rozzo [nel senso di schietto, primitivo a differenza di Moretti e Albini] e geniale”. È un'“architettura irritante”.
Forme che richiamano le forme taglienti del paesaggio del Carso.

Altro edificio --Tipografia:
pareti di tamponamento dall'esterno
struttura: pilastri a fungo (“alberi matematici”) in cemento precompresso [fabbrica johnson]
[schizzi: pensando a tesi di laurea 1947 per una casa editrice]
sintesi= elemento figurativo e elemento strutturale
–         non c'è il rapporto con la storia





Storia dell'architettura Contemporanea - lezione 24: architettura italiana nell'immediato secondo dopoguerra, fine degli anni '30

Storia dell'architettura Contemporanea
lezione 24: architettura italiana nell'immediato secondo dopoguerra, fine degli anni '30

–         Progetto per Milano verde del gruppo Pagano, Albini, Gardella, 1938
–         Progetto per una città orizzontale di Pagano, Diotallevi, Marescotti, 1939
–         Monumento alle Fosse ardeatine a Roma del gruppo Fiorentino, Perugini, Roma 1944
–         Monumento ai caduti nei campi di concentramento a Milano dei BBPR, 1946
–         Progetto per la stazione Termini a Roma di Quaroni, Ridolfi, 1947
–         Quartiere Ina-casa di Tiburtino a Roma di Quaroni e Ridolfi, 1949
–         Unità d'abitazione orizzontale al Tuscolano a Roma di Libera, 1950
–         Quartiere Ina-casa al forte Quezzi a Genova di Daneri, 1956
–         Quartiere sperimentale della VIII Triennale (QT8) a Milano di Bottoni a Milano, 1946
–         Casa alta al Quartiere sperimentale della VIII triennale (QT8) a Milano di Lingeri e Zuccoli, 1949


Dopoguerra
idea di ricominciare daccapo – fiducia nel ruolo dell'architettura in questa nuova fase di rinascita
è finita la dittatura, la guerra: si vuole ripartire
voglia di rifondare l'architettura su dei valori più saldi, più sinceri, più autentici.

Passo di cesare pavese:
“sentiamo di vivere in un tempo in cui bisogna riportare le parole alla solida e nuda nettezza di quando l'uomo le creava per servirsene”
idea nella letteratura trasposta nell'architettura

clima di rinascita a Venezia, Roma e Milano
l'idea di rinascita viene affrontata in termini diversi

Venezia
diventa importante per lo IUAV. Prima della guerra era una facoltà mediocre. Nel dopoguerra diventa la migliore d'Italia ma anche una tra le migliori d'Europa.
Merito è di Giuseppe Samonà, direttore della scuola nel 1945. Egli dà una svolta decisiva: è finita l'euforia imperialista del monumentale (e42), bisogna gettare le basi per un edificare che risponda meglio alle esigenze dell'uomo.
Fondamentale tra le discipline è l'urbanistica perchè è un'architettura a scala territoriale, affronta le questioni del sociale (ci sono dei bisogni sociali, per le persone meno abbienti, con delle difficoltà).
Se negli anni '30 l'idea è l'e42, l'architettura di questo periodo è l'architettura del sociale.
Samonà chiama a Venezia una serie di architetti e insegnanti che sono tra i più bravi che l'accademia ha escluso: Bruno Zevi (insegna storia dell'architettura), Luigi Piccinato, Franco Albini, Gardella (torre in piazza del duomo a Milano), Astengo, Giancarlo de Carlo. Questa scuola diventa di livello europeo.
[1963 presenza di le corbusier per progettare l'ospedale di venezia – dà laurea ad honorem a wright]
tra i docenti ci sarebbe stato anche Giuseppe Pagano che muore 4/1945. nel '43 nella sua rivista casabella aveva fatto un articolo sulla nuova scuola dell'architettura con docenti che devono provenire dal mondo dell'arte, dei mestieri. Contesta la scuola accademica diretta da Piacentini, la scuola di Roma (1935-43).

Pagano alla fine degli anni 30 fa due progetti:
–         Progetto per Milano verde del gruppo Pagano [Albini, Gardella] 1938
progetto per la zona nord di Milano per un quartiere di 45mila abitanti
gli edifici sono disposti secondo l'asse eliotermico
gli edifici sono edifici alti (fino a 19 piani), case medie e case basse. [ciam di bruxelles del 1930]
è un quartiere autosufficiente: zona sportiva, scolastica, teatro, piscina, area verde..
fa il progetto con albini e gardella
è una risposta chiara e netta all'altra città che si sta costruendo cioè l'e42: dobbiamo costruire città per chi ne ha bisogno (architettura con carattere sociale)
–         Progetto per una città orizzontale di Pagano [Diotallevi, Marescotti] 1939
su abitazione per coloro che non hanno le case
pensa ad una città fatta da case a un piano solo
è un quartiere solo per 800 abitanti
è solo un'idea astratta ma verrà fatta una proposta di realizzazione
centro di servizi, solo un edificio alto che è una casa albergo
rettangolo 400x750m suddiviso in 14 lotti di cui 1 per gli edifici collettivi, gli altri per abitazioni
cellula abitativa va a comporre il quartiere nel suo complesso:
case con patio cioè corte interna, disposte ad L – netta distinzione zona giorno e zona notte – uso di serramenti completamente vetrati
casa flessibile: pensata da un minimo di 3 persone ad un massimo di 7 – si risolve per pagano aggiungendo dei moduli di 2 m in larghezza e ½ m in altezza. -- gli alloggi possono diventare più grandi
le case sono case che vengono assemblate fra di loro – al loro interno ci sono dei percorsi pedonali
Pagano fa il progetto con marescotti e diotallevi
Pagano fa una proposta di costruire questo pezzo di città a Milano in via Garibaldi (in zona storica) poi fa un confronto tra la distribuzione verde e strade della città normale e di quella orizzontale: il verde (cortile interno) è 17 m quadri per abitanti
l'atteggiamento richiama quello di Le Corbusier del Plan Voisin

–         Pagano sempre più critico nei confronti del regime. Direttore di Casabella, poi “Casabella e costruzioni” -- parla del problema della casa
non si può parlare della casa solo in termini di denaro – lo stato deve controllare il prezzo del terreno (controlla il prezzo del pane, perchè non deve controllare quello del terreno?)


Roma
–         1944 liberata dagli angloamericani – la guerra finisce un anno prima
–         fondata la rivista “Metro” fatta da Piccinato e Ridolfi che esce nel 1945
la cultura architettonica della rivista è nell'APAO (associazione per l'architettura organica)
l'associazione fa un programma architettonico in cui interviene la politica. Organicismo = democrazia
c'è Bruno Zevi [radianti]
–         Bruno Zevi
personaggio centrale
1938 è al terzo anno, non più andare a scuola per le leggi razziali
va in Inghilterra e poi negli usa – il suo insegnante è Gropius
si iscrive “giustizia e libertà”
fa parte dell'Usis, branca dei servizi segreti americani
è lui che con una serie di testi [“verso l'architettura organica”] in cui indica che bisogna andare oltre Le Corbusier, ma verso Aalto e Wright, due nuovi riferimenti dell'architettura moderna.
[1950 “Storia dell'architettura moderna”]

–         Monumento alle Fosse ardeatine a Roma del gruppo Fiorentino, Perugini, Roma 1944
3/1944 c'è stato un attentato delle truppe tedesche a roma – ogni soldato tedesco ucciso = 10 civili
330civili
si decide di fare un concorso per realizzare il monumento
pianta: presso la cava a Roma andando verso est
monumento consiste in una grande lastra di cemento molto pesante che ha la caratteristica di essere sollevata da terra
la lastra copre le tombe di questi 330 caduti. All'interno una trave l'alleggerisce. La lastra tocca solo in alcuni punti.
Dà l'idea di una grande pietra tombale.
Questo è un monumento che vuole avere la stessa forza di quello del re in piazza Venezia. È un monumento che vuole avere carattere antimonumentale (vs l'e42) – tutt'altra architettura
uso del materiale semplice e crudo: antiretorica e antimonumentalità
progettato da due giovani di Roma appena laureati


Milano
-Monumento ai caduti nei campi di concentramento a Milano dei BBPR, 1946
1946 si decide di fare un monumento nel cimitero maggiore per ricordare i caduti del campo di concentramento
il progetto viene affidato ai BBPR (Belgioioso riesce a fuggire da Mathausen, Banfi muore a mathausen)
fanno un reticolo che ha la forma di un cubo
pianta insiste su una croce greca
il reticolo parla di razionalità
figurativamente l'oggetto richiama architettura fatte a Milano negli anni trenta: gli architetti si rimandano ad Edoardo Persico (1932 aveva fatto struttura in tubi un grande reticolo – 1934 altra cosa simile alla mostra sull'aeronautica)
perchè? A Milano c'è un'impostazione diversa rispetto a Roma. A Milano si ragiona sul passato (è un passato che deve essere accolto o rigettato?). Il passato deve essere riaccolto.
A milano ci si pone in continuità con il passato! C'è stata un'esperienza razionalista. (ci si ispira a Persico che era anche antifascista)
Invece a roma si rigetta il passato; non si pongono in continuità.

Roma
1938 architetto mazzoni aveva disegnato progetto per la stazione. Era composto da colonne binate alte come il pantheon. Nel giorno della liberazione viene interrotto il progetto.
Vengono fatte due ali.
qui si svolge nel 1947 un concorso per la stazione termini
–         progetto che non vince: Progetto per la stazione Termini a Roma di Quaroni, Ridolfi, 1947
[mentre il concorso viene vinto da montuori e vitellozzi]
fanno un prospetto in cui le parti strutturali sono fortemente enfatizzate: nervature chiaramente mostrate. La struttura viene mostrata. È fortemente tormentata ed enfatizzata.
Parlare di una onestà costruttiva.
È interessante perchè Quaroni è l'autore della piazza imperiale nell'e42 (colonne con entasi)
[servizio militare, va in india, tenta il suicidio per la depressione, torna in italia – rinascita – discontinuità]

–         1948 elezioni che vedono la vittoria della DC
–         2/1949 viene varato il piano edilizio dallo stato: piano Ina-Casa (istituto nazionale assicurazioni) o piano fanfani, il ministro del lavoro
è un piano settennale in cui si costruiscono case
vengono aperti 20mila cantiere e costruiti 350 mila alloggi
piano prorogato per altri 7 anni / su 8mila comuni in 5mila si costruisce
fanfano è un economista, nel '39 prende le distanze dal fascismo
l'obiettivo primo del piano: rilanciare l'occupazione con un'operazione Keynesiana [come negli usa con roosevelt]
[Keynes era un economista – nel piano della val d'aosta]
rilancio dell'economia -- “piano incremento occupazione operaia”
c'era bisogno di case – poveri e disoccupati

dato instat:
a sud il 40% delle abitazioni è senza cucine, il 50% senza latrine
'41 1milione e 200 mila persone viveva nelle baracche, nelle grotte..
'52 6 milioni e 200 mila poveri (coloro che hanno le scarpe in condizioni miserevoli, coloro che non mangiano almeno una volta a settimana carne...)

piano fanfani affidato a Armando Foschini a capo della gestione Ina-casa
Foschini nel piano la burbera (autore del ministero degli esteri) – riesce a passare dal fascismo al dopo fascismo in modo indolore
Zevi dirà che non ha senso dare a lui l'incarico poiché non ha mai progettato case.
Viene chiamato Libera che durante la guerra aveva lavorato sul tema della casa. [schizzo “l'uomo e la credenza” - studia l'altezza giusta della mensola ecc.]
libera corregge i progetti che gli vengono mandati.
Vengono pubblicati anche degli opuscoli perchè aiutino gli architetti a costruire gli alloggi: la tipologia scelta è quella del corpo scala che divide due alloggi per piano – al massimo 4 piani

secondo opuscolo: indicazioni di tipo urbanistico – esempi. Tipo di urbanistica estensiva, non quella discussa  ai ciam. Si cerca un rapporto casa-strada. -- proposte distanti dall'urbanistica dei ciam.
Sono delle case con tetti a falde, con finestre che ricordano quelle delle case di campagna, basamento con bugnati.
Il piano fanfani non guarda all'esperienza dei ciam: guarda ad un urbanistica con casa al massimo di 3-4 piani. Le case guardano a dei modelli tradizionali.
Questo modello esclude la prefabbricazione – si guarda all'architettura scandinava di quegli anni.
Nel piano non c'è sperimentazione perchè è un piano per combattere la disoccupazione: i disoccupati non hanno specializzazione quindi necessitano di un lavoro facile.

–         Quartiere Ina-casa di Tiburtino a Roma di Quaroni e Ridolfi, 1949
quartiere fatto per 700 alloggi, 1400 abitanti
pianta: case che vanno a cercare il rapporto con la strada (nel terzo ciam bisognava evitare ciò)
indifferenza nei confronti degli assi eliotermici - “rifiuto del razionalismo” e di una certa architettura moderna
è un tipo di architettura: tetto con delle falde, scalinata con percorsi esterni.. ripresa di un tipo di linguaggio che appartiene all'architettura contadina laziale – cercano di ricostruire elementi che appartengono all'architettura spontanea (es. aggiunta di terrazze non prevista)
-- spontaneità costruita e artefatta
questo recupero dell'architettura rurale viene fatta perchè si trova una sincerità che ha un valore e che deve essere recuperata
[secondo Pagano l'architettura rurale doveva essere un modello di sincerità per il moderno, secondo Quaroni e Ridofi doveva essere ricostruito]
“architettura neorealista”
–         Unità d'abitazione orizzontale al Tuscolano a Roma di Libera, 1950
intervento anomalo nel piano fanfani – dal punto di vista linguistico c'è pochissima richiesta: ma ci sono due eccezioni
progettista Libera – sperimentazione
prima di fare il progetto ha fatto un viaggio in Marocco (Marrakesh) e a Marsiglia. Ha visto due unità abitative: una verticale e l'altra un'unità di blocco in superficie – ispirazione
idea di fare un blocco orizzontale
fare delle case a un piano
le abitazioni hanno un patio interno – gli edifici sono allineati ai confini del lotto
ci sono due blocchi estranei: il blocco dei negozi e in un edificio più alto degli alloggi distribuiti a ballatoio.
Gli alloggi: disposti a L, strada pedonale, non c'è rigorosa divisione tra zona giorno e zona notte
disposti a formare una corte interno tranne il quarto che viene ruotato e disegna anch'esso da solo una piccola corte.
L'edificio alto lo ruota senza cercare relazioni con altri elementi e case basse per marcare la differenza e distinguere.

–         Quartiere Ina-casa al forte Quezzi a Genova di Daneri, 1956
intervento originale rispetto al piano fanfani
disegna complesso di 900 alloggi composti da grandi corpi: il corpo più grande è lungo 540m
edifici con mega strutture: 4400 abitanti
intervento più le corbuseriano fatto in italia (piano per Algeri di Le Corbusier)
da parte di Daneri una grande attenzione per la conformità del terreno.

Milano
viene fatto un laboratorio con protagonista Piero Bottoni che viene incaricato di progettare un quartiere tipo weissenhoff. Nel '33 a milano si fanno delle case effimere, ma nel '46 si agisce nel quartiere T8
–         Quartiere sperimentale della VIII Triennale (QT8) a Milano di Bottoni a Milano, 1946 
è per un pezzo di città per 13 mila abitanti
case disposte rispetto l'asse eliotermico – un pezzo di città costruita secondo la carta di atene (bottoni partecipa al 3 e al 4 ciam)
vuole realizzare un quartiere per quanto si è discusso nei ciam
disegna delle case alte a 8 piani ma anche case a 2-3 piani
case lunghe 80 metri a 8 piani + casa alta 50m che viene inserita all'interno del piano
si insiste per costruire delle case alte
in questo piano gli architetti sperimentano: concorsi per fare le idee più sperimentali (nel campo dei materiali, della prefabbricazione..)
–         Casa alta al Quartiere sperimentale della VIII triennale (QT8) a Milano di Lingeri e Zuccoli, 1949
casa alta 33m lunga 81 m in cui si concretizzano idee fatte da gropius
omaggio a terragni
casa alta in cui i corpi scala sono separati
casa alta distribuita a ballatoio
sezione: Lingeri e Zuccoli inseriscono tre scalini per salire e porsi al livello dell'appartamento messo più alto rispetto al ballatoio per ragioni di privacy
[anche terragni fece ciò]
= manifesto del QT8
rappresenta un modello di cultura architettonica che cerca di innovarsi e fare un'idea di cultura architettonica che non avrà successo in Italia. 






lunedì 2 settembre 2013

Storia dell'architettura Contemporanea - lezione 12: architetture dei luoghi di esposizione

Storia dell'architettura Contemporanea
lezione 12: architetture dei luoghi di esposizione

–         Fabbrica delle turbine AEG a Berlino di Behrens, 1908
–         Padiglione del Werkbund all'esposizione di Colonia di Gropius, 1914
–         Padiglione di vetro a Colonia di Bruno Taut, 1914
–         Padiglione dell'Esprit Nouveau all'esposizione di Parigi di Le Corbusier, 1925
–         Plan Voisin per Parigi di Le Corbusier, 1925
–         Padiglione dell'Urss all'esposizione di Parigi di Melnikov, 1925
–         Padiglione de La Samaritaine all'esposizione di Parigi di Perret, 1925
–         Casa elettrica alla IV triennale di Monza di Gruppo 7, 1930
–         Casa delle vacanze alla IV triennale di Monza di Ponti, 1930
–         Casa del sabato degli sposi alla V triennale di Milano del BBPR, 1933
–         Casa struttura d'acciaio alla V triennale di Milano di Albini e Pagano, 1933
–         Villa studio alla V triennale di Milano di Figini e Pollini, 1933
–         Muthesius, Laugier, Persico, Bontempelli
–         Werkbund


Alle esposizioni si cercano i linguaggi nuovi della modernità
–         1914 a Colonia
–         1925 a Parigi
–         1933 a Milano

problema: crisi dell'oggetto artistico prodotto in serie ha una qualità artistica scadente.
La cultura che ha prodotto la macchina è minore alla qualità artistica applicata agli oggetti.
La produzione industriale produce a basso costo – evita il prodotto artigianale escluso ormai dal mercato
in Germania e in Gran Bretagna si cerca di dare una risposta
–         1907 associazione del Werkbund raccoglie esponenti del mondo dell'industria, della pittura, dell'artigianato (Hoffman, Olbrich, P. Behrens, Taut, van de Rohe)
cerca di dare una risposta all'afasia tra meccanizzazione e cultura artistica
al suo interno ci sono 3 posizioni differenti:
1) coloro che spingono verso uno sviluppo dell'artigianato per la società tedesca
2) la bellezza è l'uso logico di nuovi materiali (funzionalista) – abbandono della cultura artigianale
3) chiede all'artista di farsi mediatore tra invenzione e produzione industriale
quest'ultima è la posizione maggioritaria
presidente Muthesius
obiettivo dell'associazione: maggiore qualità artistica però questo ha ampie ricadute. Si produce un miglioramento della cultura del paese.
L'oggetto più bello è quello che eleva il gusto di una nazione.
Compito: migliorare la cultura di una nazione

il miglior interprete è Peter Behrens.
Vita: nasce nel 1868 in Germania – è legato all'AEG che gli affida incarichi

–         Fabbrica delle turbine AEG a Berlino di Behrens, 1908
per la produzione di turbine per far funzionare le centrali idroelettriche
richiesta: creare un carroponte (gru)
lungo: 200m – larghezza: 26m
aspetto costruttivo: struttura in ferro che va a comporre l'arco + incastro in alto di elementi di ferro
la struttura presenta due cerniere (= impedisce due movimenti): 1) alla base 2) in cima
sistema ad arco asimmetrico
prospetto: non racconta nulla dell'asimmetria interna, la nega. È fortemente geometrico.
La parte superiore richiama il frontone classico polilobato – grande finestra vetrata
questo frontone è sostenuto da piloni laterali leggermente inclinati suddivisi da elementi in ferro che sono enormi conci. Non hanno funzione statica
la funzione statica invece è data dai pilastri sul fianco dalle cerniere
B. mira a dare forma a questa fabbrica, a trovare una forma architettonica ad oggetto della tecnica. Questo luogo è una sorta di tempio, un tempio del lavoro. - dare valore all'oggetto.
Per B. la tecnica in sé non è cultura. Essa viene trasformata in cultura attraverso l'arte.
Il prodotto industriale non può essere solo dettata dalla tecnica. Bisogna aggiungere arte e invenzione.
–         Lo stesso atteggiamento per le lampade AEG:
-lampada con degli elementi decorativi [B. critica dicendo che c'è “ornamentazione gratuita”]
-lampada disegnata da ingegneri AEG: la forma dipende dal procedimento costruttivo – è disegnata rispetto alla funzione [Behrens critica dicendo che c'è “solo tecnica ingegneristica legata alla funzione”]
-disegnata da Behrens: dà elemento di curvatura – aggiunta di qualcosa di artistico

1914 Esposizione di Colonia
–         Padiglione del Werkbund all'esposizione di Colonia di Gropius, 1914
la sala delle macchine come grande capannone ferroviario
edificio con elementi verticali – ingresso innestato
scale in un elemento cilindrico
prospetto: frontone simmetrico
struttura in ferro che sostiene – B. la nasconde a fa una fascia più ampia: dà forma al frontone
non c'è rigore tra elemento formale e struttura
–         Padiglione di vetro a Colonia di Bruno Taut, 1914
[concorso per il Chicago Tribune]
la sua posizione nel Werkbund fanno riferimento alla prima tesi (per l'artigianato)
è un oggetto che viene progettato con perizia artigianale
pianta circolare, cupola in vetro colorato (“il vetro colorato elimina l'odio”)

Esposizione 1925 Parigi
–          Padiglione dell'Esprit Nouveau all'esposizione di Parigi di Le Corbusier, 1925
il padiglione è composto da due parti: 1) alloggio in scala 1:1 2) elemento a pianta circolare in cui L. espone disegni che fanno vedere questo alloggio in scala urbana
- 1) alloggio che va a ritagliare una corte interna – spazi a doppia altezza come casa citrohan – duplex largo 5m – struttura metallica – pareti di tamponamento di paglia essiccata e spruzzata di cemento
grande vetrata del soggiorno che ritaglia tutta la parete – produce emozioni anche per oggetti industriali
cortile interno: rapporto casa-natura
- 2) applicazione alloggio a scala sempre maggiore – blocchi= mobili villa di dimensione diverse fino a 400m di lunghezza – vanno a comporre una nave con le sue cabine (nave= modello)
mobili villa – rettangolari e su gradini/alla greca/a redàn
–         Plan Voisin per Parigi di Le Corbusier, 1925
città per tre milioni di abitanti = dimensione demografica di Parigi
città compatta in un rettangolo – la parte centrale: 24 grattacieli a 60 piani a 200m
città “Altra parigi”
L. prende la città e la inserisce nella Parigi per attività terziaria
a nome di un tizio nel settore dell'automobile che gli dà dei contributi
“L'automobile ha ucciso la città vecchia e dovrà salvare la nuova” - le Corbusier vuole fare tabula rasa (non come Giovannoni e Sitte)
–         Padiglione dell'Urss all'esposizione di Parigi di Melnikov, 1925
richiama molto interesse perchè nel 1917 c'è la rivoluzione di ottobre = cambiamento
immagine della cultura architettonica dell'URSS che arriva anche in architettura
in legno e in vetro – arco reinterpretato simbolo del comunismo
colonna reinterpretata – pianta: rettangolare – trasgressione e rottura= novità
scala tagliata in diagonale e sale sghembe
la sua idea è quella di coinvolgere lo spettatore – trave rossa che riflette sul vetro e fa si che “lo spettatore che passava lì diventava rosso”
+ monumento di Takling della Terza Internazionale
attraverso l'architettura = pressione psicologica (comunismo, nazismo)
–         Padiglione de La Samaritaine all'esposizione di Parigi di Perret, 1925
architettura del cemento armato
colloca il padiglione su uno stilobate molto alto e marcato
disegna un sistema trilitico
i due piedritti sono di legno lasciati rustici, neppure levigati
sostengono un elemento orizzontale = trave in cemento armato
“Non mi interessa l'uso dei materiali” vuole portare a far vedere dell'architettura “una capanna, un rifugio”
interpreta la capanna in quel padiglione

Esposizione a Monza – la IV triennale
–         Casa elettrica alla IV triennale di Monza di Gruppo 7, 1930
vuole offrire tutto il comfort della vita moderna
sponsorizza l'Edison: in essa, circondata dal verde, ci sono gli elettrodomestici
finestra principale della zona giorno: come una serra
–         Casa delle vacanze alla IV triennale di Monza di Ponti, 1930 [nel direttorio della Triennale]
per lui la casa è una cosa centrale dell'architettura [rivista: “Domus”]
è al centro del processo di rinnovamento della società di cui il perno è la famiglia
modernizzazione che provoca la crisi del gusto
Ponti dà una risposta: rinnova la casa quindi la famiglia
la casa = la casa all'italiana (nel primo numero di domus)
la casa non è una macchina per abitare
-intonaco rosso
-casa all'italiana: richiama la tradizione

V triennale a Milano (dal '33)
–         finito il palazzo della Triennale di Muzio
–         '33 Ponti è direttore della triennale, propone di progettare delle case –
- il modello è quello del Weissenhof con delle 1) case vengono demolite a differenza del Weissenhof
2) l'idea di Ponti ha un profilo alto: “dobbiamo fare delle case che sono espressione della civiltà di oggi”

–         Casa del sabato degli sposi alla V triennale di Milano del BBPR, 1933
(di Banfi, Belgioioso, Peressutti, Rogers)
l'elemento più forte = tetto circolare che fuoriesce dall'abitazione
estremamente elitario
[villa studio per l'artista sul lago di Terragni]
–         Casa struttura d'acciaio alla V triennale di Milano di Albini e Pagano, 1933
casa a struttura d'acciaio
ha lasciato a vista la parte inferiore perchè vuole mostrare la razionalità costruttiva, la sincerità, l'onesta dell'architettura – visione morale dell'architettura
–         Villa studio alla V triennale di Milano di Figini e Pollini, 1933
struttura d'acciaio
casa a un piano
pianta iscritta in un rettangolo aureo (particolari rapporti armonici tra il lato lungo e quello corto)
casa recintata chiusa vs l'esterno con spazo interni
pareti divisorie
casa chiusa con corti interne: casa mediterranea
viene presentata da F. e P. come “una casa che vuol segnare una svolta nell'architettura razionale”
svolta che deve andare verso la modernità

5/1933 esce la rivista “Quadrante” con due direttori non architetti: Piermaria Bardi e Massimo Bontempelli
–         programma di architettura formato da Figini: affermazione di una tendenza italiana che riprende la mediterraneità

Edoardo Persico scrive un articolo sulla triennale:

“Per noi il razionalismo italiano è morto. In realtà esso non è nato da nessuna esigenza profonda [essa non ha i presupposti sociali ed economici imperanti, non ha presupposti sociali]. È nato da dilettantismi.”