Visualizzazione post con etichetta Venturi. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Venturi. Mostra tutti i post

lunedì 7 ottobre 2013

Storia dell'architettura Contemporanea - lezione 32: Venturi, Eisenman, Ando, Botta

Storia dell'architettura Contemporanea
lezione 32: Venturi, Eisenman, Ando, Botta

–         Casa Vanna Venturi a Chestnut Hill di Robert Venturi, 1963
–         Progetto per Nichols Alley Jazz Club a Houston di Robert Venturi, 1978
–         Houses I-II-III-IV-X di Eisenman, 1967-1976
–         Progetto per l'area di Cannareggio a Venezia di Eisenman, 1978
–         Casa Azuma a Osaka di Ando, 1975-76
–         Cappella sull'acqua a Hokkaido di Ando, 1985-88
–         Biblioteca nel Convento dei Cappuccini a Lugano di Botta, 1976-79
–         Casa a Stabio di Botta, 1980

–         Learning from Las Vegas, decorated shed
–         Noam Chomsky



Venturi nasce nel 1925. allievo di kahn.
Scrive “complessità e contraddizione nell'architettura” 1966 -- posizione critica rispetto l'architettura moderna che semplifica la realtà che in realtà è molto più complessa. La sua critica si rivolge all'architettura di mies e di le corbusier. La sua posizione è a favore di una ibridazione, contaminazione dell'architettura contro la purezza e il rigore. Venturi cerca di mostrare la complessità della realtà.
“amo gli elementi ibridi piuttosto che puri. Sono per il disordine pieno di vitalità” “eccetto il non sequitur e proclamo la dualità” “preferisco l'e – e al o – o ” “more is not less”
il testo riporta una serie di esempi per mostrare l'architettura moderna che è ambigua: pianta di villa savoy è ambigua: è un rettangolo o è un quadrato? - casa girasole ha un solo prospetto o ne ha due? Ambiguità.
Ville savoy ha un prospetto semplice, ma la pianta è complicata.
Nemico: mies. Il suo scopo è la chiarezza.
Venturi dice: ciò che non è chiaro è un valore. La realtà è complessa quindi è ambigua.
Preferisce la complessità della città storica alla città moderna ordinata.

–         Casa Vanna Venturi a Chestnut Hill di Robert Venturi, 1963
casa per sua madre progettata nel 1959
pianta: rettangolare con un nucleo principale centrale formata da un camino e da una scala. Nella pianta si coglie la simmetria grazie a delle pareti inclinate. Questa simmetria però è contraddetta dalle esigenze funzionali.
C'è una simmetria rigida che viene messa in discussione!
Scala e camino si contorgono l'uno sull'altro e perdono un rigore formale. Contaminazione di forme.
Prospetto: in cui l'elemento più forte è il timpano triangolare con taglio = simmetria chiara e decisa marcata da archetto decorativo. Ma ci sono elementi non simmetrici: finestre, camino slittato rispetto l'entrata.
Rapporto piccolo-grande: frontone molto grande per una casa piccola, portico con taglio importante, per poi entrare in una piccola porta. Il camino è troppo grande rispetto alla casa.
La contraddizione è un valore.

“Learning from las vegas” 1972
testo critico di venturi
città di las vegas è fatta da un'architettura di facciate posticce, da un'architettura falsa e banale.
Per venturi le cose non stanno così. L'architettura ha un carattere simbolico; ha un carattere attrattivo. Queste architetture hanno un carattere simbolico che l'architettura moderna contemporanea ha perso. Perchè essa è fatta da un rapporto tra forma e funzione.
Elogia decorated shed, cioè il capannone decorato. Lui vuol dare valore all'ornamento che deve essere separato dall'architettura (contrario da loos). Es: la cattedrale gotica (cattedrale di amien) è un cartellone pubblicitario.
es. palazzo farnese di antonio da sangallo è un decorated shed: la facciata è indipendente dal dispositivo architettonico che c'è dietro. Ammira molto l'architettura eclettica.
L'esempio di questo tipo di approccio è espresso da:
–         Progetto per Nichols Alley Jazz Club a Houston di Robert Venturi, 1978
elemento pubblicitario è dato da un vascello che viene costruito sopra
è un luogo di ritrovo
funziona come l'architettura di las vegas

peter eisenman è del 1932. si laurea negli usa. Si perfeziona in inghilterra. A un certo punto scopre terragni a como: casa del fascio e casa giuliani frigeri. Queste due architetture lo affascinano perchè secondo lui le facciate sono indipendenti dalle funzioni e si relazionano tra di loro (casa del fascio).
C'è uno scarto tra la forma e la funzione.
Si interroga su che cos'è l'architettura: vede in essa una costruzione di segni.
E guarda a chomsky che è un linguista, filosofo.. è il teorico della grammatica trasformazionale. Gli interessa la struttura del linguaggio e del carattere creativo che compare nel linguaggio. Questa creatività permette di formare delle frasi che sono sempre diverse ma usando le stesse parole. Questo aspetto creativo fa parte di qualcosa che è innata nell'uomo che è capace di generare sempre nuove frasi perchè nella nostra mente c'è qualcosa di innato che fa parte dell'inconscio profondo dell'uomo.
Questi studi interessano molto eisenman che vuole applicare questo principio all'architettura: essa è una grammatica che produce continuamente nuove frasi.

–         Houses I-II-III-IV-X di Eisenman, 1967-1976
progetta 10 case che numera dall'1 al 10
fondamentale il processo compositivo
casa 1) parte da volume prismatico, lo raddoppia, individua dei piani che si trasformano in una griglia.. continua il processo per arrivare alla costruzione finale nella quale la griglia si trasforma in setti ecc.
casa 2) stesso procedimento che si articola in un altro modo: parte da prisma slittamento, lo divide in 9 parti, individua piani, volumi, griglia e procede..
è una casa che ci parla di una ridondanza di pilastri e di setti che non servono, inutilità della funzione. Non servono dal punto di vista strutturale. Inutilità della funzione!
L'architettura non risponde più alle funzioni ma ad una logica grammaticale. Logica ha perso il suo significato.
Casa 3) si parte da volume prismatico, diviso in 3 poi in 9 .. ad un certo punto avviene una rotazione = negazione della sintesi
“il padrone che entra per la prima volta è un estraneo e deve occupare un territorio straniere”
il committente è estraneo a questa casa.
È un'architettura che ragiona sui segni e le sue relazioni. È ostile all'uso. Architettura che non segue la logica antropocentrica. L'uomo non è la misura di tutte le cose. L'uomo è estraneo.
Casa 4) 1971 parte da un cubo, una figura neutra, non un volume prismatico – vuole fare una casa in modo che sembri progettata da sé!
cubo, lo divide a metà poi procede
casa 10) non verrà costruita come la casa nr. 4
è giocata su 4 cubi che sono accostati e che al centro hanno un vuoto. Vogliono negare l'esistenza di un centro, di un'unità. I 4 cubi non dialogano tra di loro.
L'operazione gioca sulla frattura tra significato e significante. Vuole liberare l'architettura dal peso del significato, dell'ideologia.
Si pone il problema del linguaggio architettonico. 

–         Progetto per l'area di Cannareggio a Venezia di Eisenman, 1978
bandito un concorso per la progettazione dell'area
revisione critica: le case precedenti non avevano relazioni con il contesto.
Si relaziona con il contesto con una retta, dal ponte degli scalzi al ponte dei tre archi. In secondo luogo rifà il disegno dell'ospedale di le corbusier, rifà la sua maglia e la traspone.
Si relaziona con la storia con asse geometrico e riprende la maglia dell'asse geometrico.
Non c'è rapporto di continuità con la storia di venezia.
Volumi o grandi o piccoli= case a misure non da uomo

Ta Dao Ando, architetto giapponese, nato nel 1941.
–         Casa Azuma a Osaka di Ando, 1975-76
piccola casa che si trova in un quartiere povero in cui ci sono ancora case di legno + lotto non edificato dove inserisce il suo progetto
lotto rettangolare lungo e stretto
la casa si sviluppa in due piani
lotto con elemento centrale: una corte, il cuore del progetto
evoluzione di tipo centripeta: si parte dal cortile interna
vicino alla corte c'è la scala che porta al piano superiore
creare una sorta di microcosmo all'interno
facciata: ingresso = lastra di cemento tagliata, riduzionismo formale assoluto, si vedono i buchi delle casseformi che diventano elemento formale
c'è un assenza di forma: riduzione della forma al minimo (opposto di venturi)
architettura silenziosa
la luce arriva dalla corte interna
volontà di dare intimità allo spazio- senso di perdita della dimora – nudità

–         Cappella sull'acqua a Hokkaido di Ando, 1985-88
edificio religioso su altopiano montuoso del giappone a nord
lavora con la geometria: disegna due quadrati uno più grande e unp più piccolo; sono slittati
il quadrato grande contiene la cappella, quello piccolo un atrio
muro a L che va a racchiudere lo spazio che delimita un lago artificiale creato deviando il corso di un torrente
è una natura artificiale, costruita..
alla chiesa si arriva facendo un percorso sul lato corto della L
cubo con 4 croci
vista dall'interno: data da parete di vetro a scomparsa che guarda sul lago al mezzo del quale è posta una croce
colontà di andare a ritagliare il paesaggio = inquadrare la natura – atteggiamento di ritagliare la natura, avere un controllo su di essa
volontà di razionalizzare, non c'è un rapporto organico
si lavora su distinzione tra natura e opera dell'uomo
architettura che è predisposta ad ascoltare la natura.

Mario Botta nasce nel 1943. si laurea a venezia con carlo scarpa. Lavora con kahn alla costruzione della sala delle assemblee ai giardini dela biennale.
La sua architettura viene influenzata dall'esperienza di kahn

–         Biblioteca nel Convento dei Cappuccini a Lugano di Botta, 1976-79
si interviene su edificio esistente. Il complesso dei cappuccini era in periferia una volta costruito, ora è stato inglobato al centro della città.
Il convento presenta edificio a corte con la chiesa annessa.
L'intervento di botta si inserisce nel contesto storico e va a creare un ambiente che è la sala di lettura e di consultazione + altro ambiente che si trova a sud del'ala 800esca che contiene il magazzino dei libri.
Tutto il complesso è realizzato sottoterra.
Il corpo 800entesco serve da ingresso alla biblioteca.
L'impianto richiama quello del convento: la sua ortogonalità. = relazione con il convento
sala di lettura su doppia altezza che riceve luce da lucernaio che si trova in alto con volta a botte poi volta triangolare
intervento attento al contesto

–         Casa a Stabio di Botta, 1980
casa unifamiliare
pianta circolare: si sviluppa su 3 livelli
pianoterra: autorimessa, lavanderia, corpo centrale autonomo dove è inserita la scala che porta al piano superiore
piano primo: cucina, zona pranzo, zona soggiorno, studiolo
non ci sono corridoi, né porte – no agli elementi di chiusura
viene ricavato uno spazio a doppia altezza
piano secondo: due camere singole + camera matrimoniale con bagno
vuoto illuminato dal lucernaio
grande finestra che guarda verso l'esterno
cilindro e le sue aperture sono tagli profondi nel muro che producono prospetti svincolati dal confronto con l'esistente
il materiale con cui costruisce: mattone di cemento – materiale povero che viene usato sia all'interno che all'esterno
architettura che ha un forte identità
quasi architetture totemiche, icastiche, con forte identità
hanno una forte autonomia formale!
Dare qualità a paesaggio circostante che ha perso qualità

carattere monumentale = eredità di kahn  

Storia dell'architettura Contemporanea - lezione 18: Monumenti ai Caduti della Prima Guerra Mondiale

Storia dell'architettura Contemporanea
lezione 18: Monumenti ai Caduti della Prima Guerra Mondiale

–         Concorso per il monumento al fante sul colle San Michele, 1920
(progetti di Limongelli, Griffini, Cirilli, Mancini, Baroni)
–         Concorso per i monumento ai caduti di Roma al Verano, 1921
(progetti di Del Debbio, Limongelli, De Renzi)
–         Arco di Trionfo dei Caduti di Genova di Piacentini, 1923
–         Progetto per il monumento alla Vittoria a Gorizia di Brasini, 1923
–         Monumento ai caduti a Milano di Muzio, Ponti, Alpago Novello, 1926
–         Monumento alla Vittoria a Bolzano di Piacentini, 1926
–         Progetto per il monumento ai caduti sul Monte Grappa di Limongelli, 1927
–         Ossario a Oslavia di Venturi, 1932-1938
–         Totenburg a Tannenberg di Johannes e Walter Kruger, 1927
–         Monumento ai dispersi della Somme a Thiepval di Lutyens, 1927-1932
–         Ossario sul Monte Grappa di Greppi e Castiglioni, 1932
–         Ossario a Caporetto di Greppi e Castiglioni, 1936
–         Ossario a Redipuglia di Greppi e Castiglioni, 1936

–         Giovanni Faracovi, Ugo Cei
–         Mausoleo di Planco a Gaeta, Mausoleo di Cecilia Metella a Roma
–         Castel di Monte di Andria


tema della nazionalizzazione delle masse – processo di lungo periodo: dal '700 al '900
= processo di diffusione di una coscienza e di un culto della  nazione – creare la consapevolezza di appartenere ad una comunità nazionale
è un processo che prende forma a fine '700 in Francia per poi diffondersi
costruire un'identità nazionale

la Prima Guerra Mondiale svolge una funzione centrale: è il momento essenziale di questo processo
la guerra diffonde una religione della patria
[milioni di persone che vanno a combattere per un'idea di nazione: 50 milioni in Europa]
il culto della nazione porta anche ad un sacrificio enorme: 9 milioni muoiono
(in Italia: 600 mila caduti)
fenomeno di lunga durata con apice nella guerra

Finita la prima guerra, il fascismo spinge ancora per diffondere l'idea di nazione. Diffonde il mito della guerra attraverso i monumenti.
Esaltazione del culto del caduto.
Il fascismo si appropria dell'idea di guerra: è stata fondata quando l'Italia è entrata in guerra, 24/5/1917
fascistizzazione l'idea di nazione : chi è fascista è italiano
fascistizzare la guerra – valore di vittoria, dell'idea di patria, esaltazione della guerra

–         Concorso per il monumento al fante sul colle San Michele, 1920
per la zona del San Michele
non vengono dati termini precisi, né limiti di spesa
concorso nazionale
–         Progetto di Limongelli
tempio circolare a cielo aperto
–         Progetto di Griffini
grande scalinata interrotta da ossario e  da chiesa celebrativa
–         Progetto di Cirilli [primo preside dello Iuav]
enorme lanterna – ara
–         Progetto di Mancini
monumento a piramide enorme
–         quello che riceve maggior consenso è il Progetto di Baroni
interpreta il monumento come una grande scalinata che ha la forma di una croce che viene interrotta da una serie di gruppi scultorei
in questi concorsi quello che manca è un'idea di italianità – non compare l'idea di nazione
il concorso non porta a nessun esito perchè appena Mussolini va al potere blocca il concorso – il fascismo vuole fare lui questo
Il concorso viene criticato da Margherita Sarfatti, amante di Mussolini, critica d'arte. Influenza moltissimo Mussolini. È la sua consigliera. Ella liquida il progetto di Baroni dicendo che in questo progetto c'è “troppa madre e poca vittoria”= troppo dolore della madri che han perso i figli, poca esaltazione della vittoria in guerra.
La Sarfatti è di grande cultura e intelligenza: è colei che fa capire a Mussolini l'importanza del mito della romanità, uno dei più importanti su cui il fascismo costruisce il suo potere. Dare l'illusione che sia rinato un nuovo popolo di dominatori del mondo. 

–         Concorso per i monumento ai caduti di Roma al Verano, 1921
molti progetti verranno presentati
–         Progetto di Del Debbio
grande monumento a impianto triangolare con iscritto un cerchio lungo al quale sono collocati i vari loculi
–         Progetto di Limongelli
richiamo all'idea dell'arco con colonne tozze
–         Progetto di Derenzi
proposta di un tempio a pianta ottagonale
piacentini è in commissione: “in questi progetti si coglie la ricerca di un'italianità”

–         Arco di Trionfo dei Caduti di Genova di Piacentini, 1923
idea dell'arco trionfale
si è tenuto conto della tradizione degli archi dell'antichità romana
arco ad un fornice che si richiama all'arco di Tito + colonne addossate a pilastri
Piacentini disegna anche tondi richiamando l'arco di Costantino
Papini darà un giudizio buono all'arco definendolo “di schiettà italianità. L'arco ci ricorda che siamo i discendenti di Augusto, di Tito, di Settimio Severo”
monumento locale

–         Progetto per il monumento alla Vittoria a Gorizia di Brasini, 1923
Mussolini invia a Gorizia un architetto, Armando Brasini (piano per Roma) per fargli costruire una grande scalinata che colleghi il centro al castello. In mezzo colloca un arco.
Margherita Sarfatti lo propone a Mussolini che lo apprezza moltissimo, ma non ci sono i fondi necessari
monumento alla vittoria nazionale

–         Monumento ai caduti a Milano di Muzio, Ponti, Alpago, Novello, 1926
nella zona di sant'ambrogio vicino alla chiesa di sant'ambrogio (VI sec.) [sono conservate le reliquie di San Felice... ]
creare un altro elemento a corte (supplemento a quello di bramante) – per militari morti per la religione della patria
progetto di ponti, muzio..
l'ingresso scandito da colonne classiche
tempio per muzio deve richiamare alla tradizione italiana, cioè classica – costruisce e inventa un'architettura a pianta centrale (ottagono)
1) pianta ottagonale
2) su cui si inserisce altro corpo ottagonale
3) tetto conico
doppia a scala a chiocciola : macchina della memoria
Muzio guarda alla tradizione degli edifici italiani a pianta centrale: quella del '500 tempietto a Roma di S. Pietro in Montorio di Bramante. Senza copiare. Allacciandosi alla tradizione.
Altro riferimento è la chiesa di s. lorenzo a milano e il mausoleo di teodorico a ravenna.

Ugo Ietti ammira l'architettura di Muzio. Dirà che “si inserisce nella storia degli edifici a pianta centrale in Italia”. È consigliere di Mussolini.
Il progetto verrà presentato da Ponti a Mussolini che dirà “mi piace. Ma vorrei fare in modo che i simboli della vittoria emergano sui simboli della pietà”. Gli edifici devono parlare poco del dolore, della morte in modo che si ricordino solo poche cose come le battaglie, il sacrificio, la gloria..

–         Monumento alla Vittoria a Bolzano di Piacentini, 1926
è il monumento alla vittoria con connotazione nazionale
costruito con i fondi di raccolta nazionale
il progetto collegato a quello di brasini di gorizia.
Primi schizzi di piacentini: fatti in presenza di Mussolini
fare monumento: costruire una memoria collettiva
monumento nazionale costruito in terra di conquista
monumento con valenza urbana molto forte: lasciare la città vecchia austriaca da una parte, costruire la bolzano italiana dall'altra. Il monumento fa da cerniera.
Inaugurato in tempi brevi: progetto del 1926, inaugurato nel 1928
piacentini riprende l'idea dell'arco trionfale – significato negli archi dell'antica roma = celebrare gli eroi che passavano sotto e portavano in mostra i prigionieri – esalta chi vince, umilia chi perde!
Dopo i primi schizzi, M. voleva mettere un cannone puntato contro l'Austria.
Colonne che contengono i fasci littori, la scure littoria, cioè simboli del fascismo.
P. scriverà nella rivista “Architettura”: questo è il nuovo ordine littorio.
Monumento al fascismo (600 mila morti prima del fascismo sono morti per esso – falsificatrice della memoria)
architettura deve trasmettere al popolo – Il popolo ha bisogno di colonne.

–         Progetto per il monumento ai caduti sul Monte Grappa di Limongelli, 1927
lì si riuscì ad arrestare le truppe nemiche
–         progetto di Limongelli
grande torre con fari che proiettano sul campo di battaglia
era pensato come un ossario: cimiteri per i resti dei caduti

–         Ossario a Oslavia di Venturi, 1932-1938
resti di 50mila caduti di cui 30mila ignoti
il più grande ossario italiano fino a quel momenti
grande scalinata – asse che guarda verso Gorizia: vuole relazionarsi ad essa
costruito su un impianto triangolare
ha progettato torre a cielo aperto – lungo le sue pareti ci sono i loculi dentro ai quali ci sono i caduti
l'ossario dà l'idea della fortezza: diffusa soprattutto in germania dove si costruiscono tottenburg: fortezza dei morti -- Totenburg a Tannenberg di Johannes e Walter Kruger, 1927
–         [il più famoso quello di tannenberg (tedeschi vs russi 1914)]
contraddizione di fondo: l'italia era contro la germania e costruire un edificio ispirato ad uno tedesco è una contraddizione
in realtà V. si voleva ispirare al mausoleo: Mausoleo di Adriano, Mausoleo di Cecilia Metella..
si richiama anche al castello di Gorizia
questa torre (enorme-colonna) presenta un non-finito: grandi scalanature di colonne

All'estero
–         Monumento ai dispersi della Somme a Thiepval di Lutyens, 1927-1932
dedicato ai dispersi della battaglia della Somme ['16 muoiono 1 milione e mezzo da luglio a novembre]
in Francia tra il confine del belgio
monumento finanziato dal governo britannico
unico grande edificio
motivo principale: arco – diverso da quello di piacentini: non rimanda all'idea di arco romano
monumentalità: giustapposizione di blocchi - geometrica
struttura quasi piramidale alta quasi 50m.
Pianta rettangolare su cui insistono 16 pilastri
su pareti di marmo di portland sono iscritti i nomi di 73 mila dispersi

1918: chi moriva veniva seppellito vicino alle trincee
finita alla guerra i parenti vogliono andare sulla tomba e molte sono in luoghi inacessibile
1919: si decide di demolire cimiteri (2300) per costruirne 1800 sui fondi valle per permettere ai congiunti di recarsi
1927: Faracovi, generale, vuole fare degli ossari, dei grandi cimiteri. Trasmettono meglio l'idea di sacrificio e la potenza di una nazione. Questa idea nel 1931 diventa legge. Ma non viene concretizzata.
[amico di Venturi]
Cei riesce a concretizzare: lavora con Greppi e Castiglioni – ossario a redipuglia, a caporetto, sul monte grappa...
processo di monumentalizzazione con la zona di confine.

–         Ossario sul Monte Grappa di Greppi e Castiglioni, 1932
1935 completato – uno dei primi che viene costruito
è composto da 5 gradoni concentrici a forma circolare
ripensa in modo nuovo i cimiteri: rovesciamento = riportare fuori i loculi che diventano elementi architettonici
si rimodella la montagna – ciò che era prima nascosto viene mostrato per poi diventare architettura
la montagna viene scolpita e diventa ossario
2800 loculi
–         Ossario a Caporetto di Greppi e Castiglioni, 1936
costruito su un 'altura dove esiste già una chiesa
portano i loculi fuori per farne una nuova architettura – loculi racchiusi in un arco
creare terrazzamento
impianto ottagonale
la chiesa non è in asse: per mostrare che la chiesa era preesistente
–         Ossario a Redipuglia di Greppi e Castiglioni, 1936
di fronte all'ossario esisteva un grande cimitero che viene fatto subito dopo la guerra 4/11/1922
vi sono raccolti 30mila caduti – il cimitero era molto disordinato in cui comparivano pezzi di bomba, granate, borracce.. – sistema gradonato con muri a secco
dava l'idea del campo di battaglia – ricordo di guerra – dolore
M. lo inaugurerà: “mi dà l'idea di un ferro vecchio” - vuole costruire qualcos'altro
pensa all'ossario che sta di fronte:
via trionfale: lapidi che ricordano la battaglia sul carso
tombe dei generali e del duca d'aosta
ossario con enorme gradonata
in fondo c'è una cripta
ossario più grande d'europa: per 100mila caduti di cui 40 noti e 60 mila ignoti
22 gradoni larghi circa 100 metri e alti 2,5 m
larghezza di 12
cripta con fosse comuni per quelli ignoti
forma di gradonata è un trapezio – così la grande scalinata sembrapiù lunga ad imponente
architettura pensata a scala territoriale
il restringimento per renderlo più imponente e grande: trucco barocco
una sorta di teatro moderno (richiamo a teatro greco)
–         9/1938 M. inaugura non ancora completo
dirà: “questi monumenti hanno una scala gigantesca” “i monumenti sfideranno i secoli e i millenni” -- macchina della memoria, sono fatti per durare
ci sono simboli più marcati della politica di fascistizzazione della guerra: per ordine alfabetico ci sono i scritti i nomi in lastre di bronzo. Ciò che si legge è la scritta “presente” che viene ripetuta 8 mila volte.
Durante il fascismo la scritta “presente” era una parola di rito durante il rito di adesione al fascismo.

–         Roma
1932 via nazionale
mostra della rivoluzione fascista
spazio a pianta circolare di adalberto libera . C'è anche lì la scritta “presente”
la scritta omologa tutto
“presente”= ai morti prima del fascismo viene fatto dare le parole che appartengono all'ideologia fascista
1938: svolta totalitaria – ideologi apolitica pervasiva che invade la vita di tutti i giorni
violenza nei confronti del passato = il regime fa diventare fascisti i morti
violenza nei confronti del futuro = non ci dà una visione chiara della guerra ci dà una visione chiara della guerra, ci dà l'idea deformata del passato

è una macchina che continua a lavorare