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lunedì 7 ottobre 2013

Storia dell'architettura Contemporanea - lezione 28: Architettura italiana negli anni '50

Storia dell'architettura Contemporanea
lezione 28: Architettura italiana negli anni '50

–         Villaggio “La Martella” a Matera di Quaroni, Gorio, Valori, Lugli e Agati, 1951
–         Bottega di Erasmo a Torino di Gabetti e Isola, 1953
–         Casa Masieri a Venezia di Wright, 1953
–         Palazzo della Regione a Trento di Libera, 1953-62
–         Casa alla Zattere a Venezia di Gardella, 1954-58
–         Torre Velasca a Milano dei BBPR, 1950-57
–         Grattacielo Pirelli a Milano di Ponti, 1954-60

1945: libro di Carlo Levi “Cristo si è fermato a Eboli”
lui è un antifascista inviato al confine nel paese di Galiano; lì racconta la realtà sociale ed economica della Basilicata (Eboli è in Campania)
fa conoscere una realtà del sud italia quasi sconosciuta: condizioni abitative nella zona di Matera – 15000 persone che vivono nelle grotte, in 1561 abitazioni scavate nella roccia. Non ci sono servizi igienici, si vive in promiscuità con gli animali.

1951 di fronte a questa realtà si decide di far uscire le persone dalle grotte per farle vivere in abitazioni vere e proprie. -- incarico a Quaroni [quartiere Tiburtino]
obiettivo: avvicinare delle persone nei campi di lavoro
ma non suddividere questa comunità in abitazioni distinte, ma creare un borgo per mantenere forte lo status di comunità di questo gruppo di persone.
–         Villaggio “La Martella” a Matera di Quaroni, Gorio, Valori, Lugli e Agati, 1951
a 7 km da Matera
case costruite lungo la strada con uno schema [idea della comunità] che richiama l'intervento del quartiere tiburtino 1949
strade curve che conducono nella zona centrale– idea del borgo rurale
case realizzate da un unico modulo: due piani
unico modulo abbinato in diversi modi
la volontà degli architetti è quella di evitare la monotonia e di giocare con un articolazione dei volumi e delle superfici. Le case tengono conto della qualità plastica delle “grotte” precedenti.
Al centro del borgo c'è in nucleo comunitario: scuola, ambulatorio, chiesa..
chiara volontà di non creare un centro monumentale = non creare edifici con altezza superiore a due piani

l'edificio più importante è la chiesa che viene progettata dal solo Quaroni:
navata unica che si restringe verso l'altare
riceve luce da lucernaio
poi le autorità locali dicono che è troppo modesto e che non si distingue dal contesto – nuovo progetto con impianto più monumentale: specie di tiburio che sporge di molto (torre rivestita in blocchi di tufo alta 20m)
presbiterio a pianta quadrata: ambiente alto e illuminato – navata quadrata: ambiente basso e poco illuminato = contrapposizione netta del volume alto e da quello più basso.
Volontà di creare qualcosa di più monumentale (che non è classicheggiante)
[sala consigliare di alvar aalto a saynatso]
riscattarsi dal quartiere tiburtino = spontaneità artificiosa

12/1951 esce la rivista “casabella continuità” - interrotta nel 1943
diretta da Ernesto Nathan Rogers
è stata fondata nel 1928 – nel 1933 diretta da Pagano – caporedattore: Edoardo Persico
1935 direttori: Pagano e Persico – coodirezione dura poco perchè nel 1936 persico muore
1938 pagano cambia il titolo “casabella costruzioni” - marca l'importanza che ha la costruzione = fare un'architettura sincera – marca il carattere di sincerità nell'architettura
1940 cambia in “costruzioni casabella” per marcare sempre di più il carattere antiformalistico dell'architettura
la rivista si chiude nell'8/1943 [cade fascismo nel 7/1943] – 1946 vengono fatti 3 numeri della rivista e uno per ricordare la figura di pagano che ormai è morto
1951 direttore Rogers - “casabella continuità” = non si vuole tagliare i ponti con il passato, l'architettura razionalista milanese – la continuità con il passato è critica! “gli anni '50 sono gli anni della messa in discussione del linguaggio scoperto negli anni '30”
rileggere in termini critici – operazione di rinnovamento, aggiornamento
slogan: “il movimento moderno: una rivoluzione continua”
mettere in discussione per mantenerlo vivo

[Rogers: intellettuale che lavora nei Ciam, figura di peso, nel 1938 non può più esercitare la professione perchè ebreo]
accanto a Rogers vengono chiamati: Zanuso [che si interessa del tema della prefabbricazione], De Carlo (ha fatto la resistenza con Pagano) [problema del formalismo: D. è preoccupato del fatto che l'architettura moderna sta diventando uno stile, non è più una rivoluzione]

R. su questa rivista parla anche di preesistenze [1955].
Dice che fare un'abitazione, un edificio a Milano non è come farla a Buenos Aires: ci sono contesti diversi.
Considerare l'ambiente in cui si inserisce significa “tener conto della storia”. [attenzione verso l'ambiente e quindi la storia]
“essere moderni significa sentire la storia” [taglio netto dal bauhaus]

–         Bottega di Erasmo a Torino di Gabetti e Isola, 1953
a ridosso della Mole Antonelliana
prospetto: fasce verticali in muratura (mattoni) e terrazze (paraste murarie + terrazzini rivestiti in pietra con forma triangolare)
motivo ad arco al piano terra 
architettura che si richiama ad altri linguaggi: ad es. al Liberty torinese
si tiene conto del contesto, della realtà architettonica senza imitarla, ma riprendendo degli stilemi architettonici e reinterpretandoli

–         Casa Masieri a Venezia di Wright, 1953
progetto
1951 a Venezia invitato da Bruno Zevi – durante la sua visita incontra giovane appena laureato, Angelo Masieri, di Udine. Masieri gli chiede di progettargli una casa sul Canal Grande acquistata dal padre. W. Accetta. Masieri quando và negli Stati Uniti per andare da W. Ma ha un incidente e muore.
W. continua. Ma fa un pensionato per studenti per la scuola di architettura.
-lotto triangolare
balconi che si affacciano al canal grande
disegna dei punti che permettono di vedere su due assi prospettici diversi della zona del canal grande = attenzione all'ambiente circostante
due piani: 1) ballatoio 2) biblioteca - camino
prospetto diviso in 5 campate centrali + due campate laterali racchiuse da pilastri rivestiti in vetro di murano
“voglio fare un'architettura che sorge dall'acqua come un fascio di canne” = continuità con l'acqua
l'idea gli deriva dagli edifici veneziani [chiesa di santa maria dei miracoli di pietro lombardo: colonne con ordine ionico che fuoriesce e sorge dall'acqua]
la facciata è l'elemento principale – si pensa il progetto in termini di facciata [quello che è dentro non importa]
il progetto di W. Viene presentato ma produce una forte polemica – non verrà quindi realizzato
contrari: Antonio Cederna (archeologo) “se noi andiamo a fare la costruzione, tutti lo fanno e si rovinerà venezia”
            Roberto Papini “l'edificio è neoliberty, non va bene”
a favore: Rogers “questa architettura rende vivace venezia che non è una città morta”
poi carlo scarpa fa l'edificio

–         Palazzo della Regione a Trento di Libera, 1953-62
si interviene su area di espansione ottocentesca: siamo fuori dal nucleo storico
il progetto è composto da tre corpi:
a) corpo della giunta regionale: un'ala di una L [si vede dalla stazione]
b) edificio degli assessorati: l'altra ala di una L
c)       edificio dell'assemblea
gli edifici sono volutamente uno diverso dall'altro:
-il palazzo della giunta è su 3 piani: 1) piano porticato 2) piano amezzato [cemento faccia a vista] 3) piano nobile [terrazza asimmetrica che sporge]
sezione: due pilastri iperboloidi che hanno compito di sostenere l'intero edificio
= Libera sta sperimentando
sul piano nobile fa grande muro che corre al centro che ha grandi aperture che permettono la comunicazione visiva
-edificio per uffici è trattato in tutt'altra maniera: facciata vetrata
singolarità: pilastri che ad un certo punto si ramifica in 4 = sperimentazione
[palazzo dei congressi ha colonne – 1928 manifesto dell'esposizione razionalista: pilastro semplice]
-sala consigliare: parallelepipedo sospeso che penetra attraverso il cilindro
scatola sostenuta da 4 pilastri – scatola in gran parte vetrata perchè vuol far vedere che cosa succede dentro – trasparenza = democrazia [diverso da Terragni]
cilindro in alto ha finestre in lunghezza
sezione: c'è una forma conica in alto dove c'è il cilindro

–         Casa alla Zattere a Venezia di Gardella, 1954-58
[torre del littorio in piazza del duomo]
edificio sul canale della giudecca, quasi di fronte alla chiesa del Redentore
primo progetto: prospetto molto più moderno di quello realizzato:
                        -parte basamentale liscia (di solito è in bugnato)
                        -parte mediana (forma quasi quadrata)
                        -parte alta (compare la griglia costruttiva)
questo progetto è molto moderno ma non tiene conto delle preesistenze ambientali. Non va in porto.
Secondo progetto: accentuazione del carattere veneziano
                        finestre rettangolari sviluppate in altezza
                        decorazione della parte basamentale
                        [non c'è più il basamento liscio quasi antiveneziano]
–         Torre Velasca a Milano dei BBPR, 1950-57
il gruppo, ricomposto nel dopoguerra, è senza Banfi che è morto a Mathausen
1954 progetto
volontà di fare un edificio (99m) che definisce il nuovo skyline della città; le costruzioni a Milano negli ultimi 20-30 anni hanno rovinato lo skyline- quindi c'è la necessità si segnare nuovi elementi architettonici
“creare un nuovo episodio di rilievo”
inizialmente l'edificio viene pensato in acciaio e vetro
schizzi: si allarga mentre sale + diverse varianti:
a) acciaio + vetro + elemento superiore con volumetria maggiore
b) struttura: cemento armato + idea del corpo più grosso che dà l'idea di una torre
c) cemento armato più i puntoni che vanno a sorreggere il volume più grosso
pianta: 17 piani: uffici posizionati sul perimetro
                        blocco di ascensori e scale al centro
            17-25 piano: abitazioni (dove la torre si allarga) sul perimetro
edificio che vuole raccordarsi con l'ambiente. Come si relaziona al contesto?
–         volume superiore maggiore del volume = idea di torre presa dalla tradizione gotica [torre in piazza signoria a Firenze]-- rapporto con l'architettura gotica quindi con Milano
–         pilastri portati all'esterno: puntoni che fuoriescono: architettura gotica
–         taglio delle finestre =  tradizione locale milanese
–         solidità muraria
–         all'ultimo piano = tetto a falde
è un'architettura che può stare solo a Milano!
Non è un imitare lo stile gotico, ma è un richiamarsi

nella zona della stazione quasi contemporaneamente:
–         Grattacielo Pirelli a Milano di Ponti, 1954-60
tentativi: dove mettere il corpo scala? Quale la terminazione finale? Scale di sicurezza?
Pianta: rettangolare
elementi portanti: quattro pilastri
doveva essere come una montagna che cambia aspetto man mano che si gira attorno = prospetti diversi
idea di fare un grattacielo trasparente che poi non verrà realizzato
simbolo della Milano del boom economico

Bahnam, critico inglese, criticherà Rogers conosciuto a livello internazionale (Ciam)
articolo del 1959: parla della ritirata degli italiani dall'architettura moderna
articolo del 1961: definisce la torre velasca una struttura gotica rovesciata – critica la teoria delle preesistenze
edificio pirelli = esempio di modernità
la torre velasca = l'antitesi alla modernità

non vista come una rivoluzione della modernità in continuità ma come un passo indietro rispetto alla modernità

lunedì 2 settembre 2013

Storia dell'architettura Contemporanea - lezione 16: Esposizione Razionalista del '31, l'ambiente torinese e la città universitaria di Roma

Storia dell'architettura Contemporanea
lezione 16: Esposizione Razionalista del '31, l'ambiente torinese e la città universitaria di Roma

–         Palazzo Gualino a Torino di Pagano, 1928
–         Negozio Vitrum a Como di Terragni, 1930
–         Progetto di casa alta di Sartoris, 1931
–         Progetto per la cattedrale di Friburgo di Sartoris, 1931
–         Progetto per una chiesa in Libia di Libera, 1931
–         Piazza della Vittoria a Brescia di Piacentini, 1927-32
–         Edifici di Igiene e di Ortopedia alla città universitaria di Roma di Foschini, 1932-35
–         Edificio di Fisica alla Città universitaria di Roma di Pagano, 1932-35
–         Edificio di Chimica alla città universitaria di Roma di Aschieri, 1932-35
–         Edificio di Matematica alla Città Universitaria di Roma di Ponti, 1932-35
–         Edificio di Mineralogia alla Città Universitaria di Roma di Michelucci, 1932-35
–         Edificio di Botanica alla Città Universitaria di Roma di Capponi, 1932-35
–         Rettorato alla Città Universitaria di Roma di Piacentini, 1932-35


3/1931 seconda esposizione di architettura razionale a Roma nella galleria di Pier Maria Bardi
150 architetti, 120 opere. Nella prima 1928 solo disegni, ora anche costruzioni.
Architetti romani (Libera, Ridolfi, Piccinato), architetti milanesi. 

–         Palazzo Gualino a Torino di Pagano, 1928
vita: nasce nel 1896 a Parenzo, si laurea a Torino nel 1923-4, vive a Torino
Torino negli anni 20 è uno dei centri culturali più vivaci – città operaia
ambiente particolare che ruota attorno a Riccardo Gualino, imprenditore del settore tessile, mecenate, perchè riunisce attorno sé molti intellettuali: Lionello Venturi, uno storico, Casorati, Edoardo Persico, critico d'arte, Alberto Sartoris e Giuseppe Pagano = Cenacolo Gualino
il personaggio di maggior profilo nel gruppo è Lionello Venturi. Insegna storia dell'arte nell'università di Torino. Si pone un problema: come far fronte al processo di modernizzazione? La società sta cambiando.. si mettono in crisi i valori tradizionali. Questo sta accadendo nel campo artistico.
Venturi si pone il problema di creare un gusto.
Bisogna educare il pubblico al gusto. “Il gusto dei primitivi” 1926
concetto di gusto = permette di legare l'esperienza artistica, l'arte, qualcosa di individuale, alla società, alla collettività – g. è esprimere le preferenze artistiche e indicare al pubblico al gusto
trasformare la società sul piano estetico! Diventare protagonisti del cambiamento della nuova società.
Venturi dà un importante contributo all'approccio con l'arte: dobbiamo studiare il processo creativo. Non ci interessa l'analisi stilistica, è secondario. Ma l'illuminazione che produce la creazione.
Il processo creativo avviene solo quando l'artista è dentro la propria realtà storica, il proprio tempo, quando aderisce alla propria epoca. In questo scatta il tema della sincerità: per lui la sincerità è morale e importante.
L'opera d'arte vera ha la sua moralità. -- statuto morale dell'opera d'arte
Pagano è colpito dallo statuto morale nell'arte e anche nell'architettura. Essa deve essere sincera: niente di superfluo – visione morale dell'architettura – deve esserci un'adesione alla propria epoca

–         Palazzo presentato all'esposizione come opera finita
semplicità
l'artista si è quasi come ritirato; l'opera è quasi anonima: Pagano la rende anonima. L'anonimato per lui è un valore perchè la razionalità moderna è senza nome.
È un'architettura che vuole educare al gusto
–         Negozio Vitrum a Como di Terragni, 1930
all'esposizione
nel centro di Como – vengono esposti oggetti di vetro di grande qualità
creare relazione tra oggetto esposto e il luogo che lo accoglie
esaltare la chiarezza formale sia dell'oggetto che della bacheca
viene presentato assieme ad altre opere su rivista importante: Casabella.
Casabella viene fondata nel 1928. Pagano nel 32 ne diventa autore fino alla caduta del fascismo. Tra il 35-36 direttore con Persico.
Su questa rivista Persico tiene una rubrica “la città che si rinnova” - inserisce il negozio vitrum di terragni perchè è un negozio che deve essere indicato al pubblico come modello di gusto.
Architettura con un ruolo educativo.
Persico non è un architetto. Vita: nato a Napoli, studi non compiuti in legge, va a Torino e entra in contatto con Piero Gobetti. È il critico più brillante. Muore nel gennaio del '36 in circostanze non chiarissime. È la figura che trasporta sul piano dell'architettura ciò che diceva Venturi.
[per noi il razionalismo italiano è morto]
Giò Ponti anche si pone il problema “Domus”.
1) entrambi cattolici – 2) Ponti sostiene il fascismo, Persico è molto critico 3) Ponti visione italiana, Persico europea.
In ambiente antifascista è anche Lionello Venturi. Nel '31 non giura fedeltà al fascismo.
Invece Giuseppe Pagano è molto fascista.
Alberto Sartoris: progetto che presenta all'esposizione razionalista
–         Progetto di casa alta di Sartoris, 1931
lui partecipò al primo e al secondo Ciam
pianta diversa dalla casa alta di Gropius perchè non è una casa alta con ballatoio, ma casa alta con corpi scala che distribuiscono i vari alloggi.  [spreco]
–         Progetto per una chiesa in Libia di Libera, 1931
Utilizza volte a botte per creare a copertura sia della chiesa che del suo portico
(stesso elemento formale della casa in montagna) + alberghetto

3/1931 Mussolini inaugura la mostra razionalista + Piermaria Bardi
Bardi viene finanziato da Mussolini. È un polemista.
Fa un libro “Rapporto sull'architettura per Mussolini”: c'è bisogno di un intervento molto più chiaro dello stato dell'architettura.
“lo stato deve intervenire in maniera dittatoriale: fare norme inderogabili” “lo stato deve controllare gli sconfinamenti del bello e del brutto” “lo stato deve vigilare come tutore attraverso le sue opere architetture: dal paracarro al ministero”
l'architettura del fascismo è l'architettura dei razionalisti.
La sera prima dell'arrivo di Mussolini all'insaputa di tutti (Libera e Minucci) lui prepara collage: “tavolo degli orrori” che raccoglie le cose da evitare.
Compaiono anche architetture: “Palazzo del Lina a Brescia di M. Piacentini” [Piacentini è il più rappresentativo in Italia] “Parigi 1925 – Armando Brasini del Padiglione Italiano”
le due architetture sono state entrambe inaugurate da Mussolini – questo scatena un putiferio.
Piacentini è stato nominato da Mussolini “Accademico d'Italia” -- polemica su moltissimi giornali = centralità che ha l'architettura in Italia in quegli anni (arma più forte del regime per il consenso)
Minucci viene licenziato da Giovannoni – Piacentini non perde il controllo, aspetta a rispondere, lascia passare alcuni mesi e pubblica “Difesa dell'architettura italiana”: i razionalisti si sono resi i fondatori dello stile fascista, essi guardano all'internazionalismo di Gropius e Mies. L'architettura razionalista non può essere quella italiana. È troppo moderna. Non c'è un legame con la tradizione. Non in linea con il fascismo e il suo patriottismo.
Piacentini nel 1/1932 assume la direzione di “Architettura” che era stata fondata nel 21 da Piacentini con Giovannoni con il titolo “Architettura e arti decorative”. Rivista più diffusa perchè rivista ufficiale del sindacato architetti fascisti.
Nel primo numero Piacentini presenta il programma: “ogni edificio che sorge nelle nostre città ha funzioni potentissime. È esponente della nostra civiltà e mezzo di educazione. Esso dunque deve sempre rappresentare qualche cosa.”

intervento più grande nel 32 a Brescia.
Intervento a piazza della vittoria – cambia il volto della città
1927 concorso per il piano regolatore di Brescia. Piacentini in giuria.
Vince il gruppo di Aschieri, secondo il gruppo di Piccinato.
La municipalità di Brescia affida l'incarico a Piacentini che era in giuria.
–         Piazza della Vittoria a Brescia di Piacentini, 1927-32
Progettare la zona centrale. -- deve demolire : azione opposta a quanto scritto nel 1916 (I seminario) – [la linea elettrica deve essere  portata sotto terra]   non c'è ambiguità e coerenza
inaugurata 4/9/1932. Piacentini disegna e progetta palazzi: Torre Ina [compariva nel tavolo degli orrori] – [all'epoca il più alto d'Italia – portico con motivo delle colonne e dell'attico – all'ultimo piano viene messa una finestra in lunghezza – stilisticamente diverse – renderlo più possibile domestico, vicino all'architettura italiana tradizionale] – Palazzo Postale [architettura diversa] – Torre della Rivoluzione
rileggere in termini diversi le antiche piazze italiane – rappresenta il volto fascista della città [segretario del partito: Turati]
sopra c'è piazza della loggia, piazza fatta ex novo 1433 dai veneziani che hanno la dominazione su brescia per parlare del loro dominio su Brescia. 1927-33 qui comanda il fascismo, segno della nostra presenza. Ha in fondo la loggia
vuole fare un'architettura anche moderna che sia anche volto del fascismo

la città universitaria di Roma
progetto parte nel 1932, un anno dopo la mostra razionalista: in italia c'è una forte frattura : tradizionalisti vs razionalisti
vuole dimostrare che in Italia non c'è una frattura ma vuole mostrare che si sta seguendo la via del fascismo.
Mussolini prende alcune scelte di tipo architettonico e lavora con Piacentini. M. pensa che l'architettura sia un valido strumento per il consenso.
2/1932 M. vuole l'uni per 10000 studenti – gli edifici devono essere fatti entro il 35 e tutti contemporaneamente. Il corpo monumentale è il rettorato, a destra e a sinistra mettiamo lettere, giurisprudenza con l'aula magna.
¼  viene affidato a Piacentini
6/4 Mussolini si reca con lui nel sito – Mussolini si improvvisa in architetto
Mussolini dice: il primo progetto è troppo decorativo e teatrale 

pianta: basilicale a croce latina

a differenza di Brescia, qui il progetto deve essere fatto da tanti architettura che avrà caratteri stilistici comuni come a dire che non c'è più la frattura, si lavora tutti in una direzione. Viene stilato un elenco.
Partecipa: Arnaldo Foschini, docente di composizione a Roma, (P. si fida da lui, è un suo amico) – Gaetano Rapisardi, architetto siciliano che lavora in studio con Piacentini, collabora con lui al palazzo di giustizia di Milano – Michelucci che ha partecipato alla mostra razionalista – Giuseppe Pagano [nemico – opposto di P. - Casabella]
Pagano è fascista, crede che al fascismo debba corrispondere un'architettura che deve essere nuova – crede che il fascismo sia morale come l'architettura che deve essere morale = mette insieme le due
partecipa anche Gio Ponti, direttore di Domus
= tre direttori di rivista – il controllo dell'informazione
chiama anche Aschieri, ha vinto il concorso per Brescia anche qll per il palazzo delle corporazioni a Roma (Piacentini gli ha preso di nuovo il lavoro) – Gaetano Minucci , razionalista allontanato da Giovannoni perchè aveva fatto la mostra
chiama architetti che hanno fatto la mostra razionalista.
Referente: lo stesso dittatore [Pagano è strafascista, fondatore del fascio a Parenzo ma anche razionalista: Mussolini è una garanzia]

impianto: forma basilicale – architettura moderna ancorata alla tradizione
ordine e simmetria basamentale – i grandi edifici però sono formate da masse diverse

-Edifici di Igiene e di Ortopedia alla città universitaria di Roma di Foschini, 1932-35
impaginato semplice e simmetrico
–         Edificio di Chimica alla città universitaria di Roma di Aschieri, 1932-35
architettura meno aulica – angolo non tagliato dalle finestre che da un senso di modernità e di astrazione
sul retro: pensilina semicurva che dà dinamismo – navata centrale tradizionale – retro moderni
–         Edificio di Fisica alla Città universitaria di Roma di Pagano, 1932-35
quello che presenta prima il progetto. Vuole essere lui a condizionare gli altri – lui non farà la colonne
semplicità di volumi – modestia formale
muri senza finestre: modernità . Architettura del fascismo sincera e onesta
–         Edificio di Matematica alla Città Universitaria di Roma di Ponti, 1932-35
edificio meno coordinato – impaginato molto simmetrico – grande vetrata
finestre in diagonale
–         Edificio di Mineralogia alla Città Universitaria di Roma di Michelucci, 1932-35
simmetria -
–         Rettorato alla Città Universitaria di Roma di Piacentini, 1932-35
quadriportico che allude ad una classicità fatta di pilastri e non di colonne – trabeazione semplificata e resa astratta
si rende un po' moderno da elementi curvi, da terrazzini che escono a sbalzo
lapisardi: legge e giurisprudenza
capponi: botanica
più moderne: finestre ad angolo [fabbrica fagus di gropius]
michelucci: fisiologia
impianto simmetrico con finestre che si infittiscono (sorta di dinamismo)

edifici con carattere unitario

questo intervento: obiettivo: architettura unitaria.
Carattere unitario all'intervento raggiunto grazie: taglio su delle finestre!
Edifici uno diverso dall'altro ma hanno anche elementi in comune: finestre, stessa cornice (tranne edificio di Ponti), stesso materiale: stessa pietra in travertini

questo tipo di operazione viene colta da uno storico: Roberto Papini che presenta il lavoro di Piacentini.
“Piacentini come coordinatore delle menti, amministratore delle fantasie – si è compiuto il miracolo di una decina di architetti di origine diversa ad un'architettura unitaria, italiana e moderna”

il rettore de francisci dice: “in uno stato totalitario l'architettura e lo stato devono collaborare”
es. città universitaria di Roma è l'espressione di una concezione totalitaria dell'architettura.
Diventa una sorta di modello per l'altro intervento: L'E42. Piacentini coordinerà una 50 di architetti.







Storia dell'architettura Contemporanea - lezione 12: architetture dei luoghi di esposizione

Storia dell'architettura Contemporanea
lezione 12: architetture dei luoghi di esposizione

–         Fabbrica delle turbine AEG a Berlino di Behrens, 1908
–         Padiglione del Werkbund all'esposizione di Colonia di Gropius, 1914
–         Padiglione di vetro a Colonia di Bruno Taut, 1914
–         Padiglione dell'Esprit Nouveau all'esposizione di Parigi di Le Corbusier, 1925
–         Plan Voisin per Parigi di Le Corbusier, 1925
–         Padiglione dell'Urss all'esposizione di Parigi di Melnikov, 1925
–         Padiglione de La Samaritaine all'esposizione di Parigi di Perret, 1925
–         Casa elettrica alla IV triennale di Monza di Gruppo 7, 1930
–         Casa delle vacanze alla IV triennale di Monza di Ponti, 1930
–         Casa del sabato degli sposi alla V triennale di Milano del BBPR, 1933
–         Casa struttura d'acciaio alla V triennale di Milano di Albini e Pagano, 1933
–         Villa studio alla V triennale di Milano di Figini e Pollini, 1933
–         Muthesius, Laugier, Persico, Bontempelli
–         Werkbund


Alle esposizioni si cercano i linguaggi nuovi della modernità
–         1914 a Colonia
–         1925 a Parigi
–         1933 a Milano

problema: crisi dell'oggetto artistico prodotto in serie ha una qualità artistica scadente.
La cultura che ha prodotto la macchina è minore alla qualità artistica applicata agli oggetti.
La produzione industriale produce a basso costo – evita il prodotto artigianale escluso ormai dal mercato
in Germania e in Gran Bretagna si cerca di dare una risposta
–         1907 associazione del Werkbund raccoglie esponenti del mondo dell'industria, della pittura, dell'artigianato (Hoffman, Olbrich, P. Behrens, Taut, van de Rohe)
cerca di dare una risposta all'afasia tra meccanizzazione e cultura artistica
al suo interno ci sono 3 posizioni differenti:
1) coloro che spingono verso uno sviluppo dell'artigianato per la società tedesca
2) la bellezza è l'uso logico di nuovi materiali (funzionalista) – abbandono della cultura artigianale
3) chiede all'artista di farsi mediatore tra invenzione e produzione industriale
quest'ultima è la posizione maggioritaria
presidente Muthesius
obiettivo dell'associazione: maggiore qualità artistica però questo ha ampie ricadute. Si produce un miglioramento della cultura del paese.
L'oggetto più bello è quello che eleva il gusto di una nazione.
Compito: migliorare la cultura di una nazione

il miglior interprete è Peter Behrens.
Vita: nasce nel 1868 in Germania – è legato all'AEG che gli affida incarichi

–         Fabbrica delle turbine AEG a Berlino di Behrens, 1908
per la produzione di turbine per far funzionare le centrali idroelettriche
richiesta: creare un carroponte (gru)
lungo: 200m – larghezza: 26m
aspetto costruttivo: struttura in ferro che va a comporre l'arco + incastro in alto di elementi di ferro
la struttura presenta due cerniere (= impedisce due movimenti): 1) alla base 2) in cima
sistema ad arco asimmetrico
prospetto: non racconta nulla dell'asimmetria interna, la nega. È fortemente geometrico.
La parte superiore richiama il frontone classico polilobato – grande finestra vetrata
questo frontone è sostenuto da piloni laterali leggermente inclinati suddivisi da elementi in ferro che sono enormi conci. Non hanno funzione statica
la funzione statica invece è data dai pilastri sul fianco dalle cerniere
B. mira a dare forma a questa fabbrica, a trovare una forma architettonica ad oggetto della tecnica. Questo luogo è una sorta di tempio, un tempio del lavoro. - dare valore all'oggetto.
Per B. la tecnica in sé non è cultura. Essa viene trasformata in cultura attraverso l'arte.
Il prodotto industriale non può essere solo dettata dalla tecnica. Bisogna aggiungere arte e invenzione.
–         Lo stesso atteggiamento per le lampade AEG:
-lampada con degli elementi decorativi [B. critica dicendo che c'è “ornamentazione gratuita”]
-lampada disegnata da ingegneri AEG: la forma dipende dal procedimento costruttivo – è disegnata rispetto alla funzione [Behrens critica dicendo che c'è “solo tecnica ingegneristica legata alla funzione”]
-disegnata da Behrens: dà elemento di curvatura – aggiunta di qualcosa di artistico

1914 Esposizione di Colonia
–         Padiglione del Werkbund all'esposizione di Colonia di Gropius, 1914
la sala delle macchine come grande capannone ferroviario
edificio con elementi verticali – ingresso innestato
scale in un elemento cilindrico
prospetto: frontone simmetrico
struttura in ferro che sostiene – B. la nasconde a fa una fascia più ampia: dà forma al frontone
non c'è rigore tra elemento formale e struttura
–         Padiglione di vetro a Colonia di Bruno Taut, 1914
[concorso per il Chicago Tribune]
la sua posizione nel Werkbund fanno riferimento alla prima tesi (per l'artigianato)
è un oggetto che viene progettato con perizia artigianale
pianta circolare, cupola in vetro colorato (“il vetro colorato elimina l'odio”)

Esposizione 1925 Parigi
–          Padiglione dell'Esprit Nouveau all'esposizione di Parigi di Le Corbusier, 1925
il padiglione è composto da due parti: 1) alloggio in scala 1:1 2) elemento a pianta circolare in cui L. espone disegni che fanno vedere questo alloggio in scala urbana
- 1) alloggio che va a ritagliare una corte interna – spazi a doppia altezza come casa citrohan – duplex largo 5m – struttura metallica – pareti di tamponamento di paglia essiccata e spruzzata di cemento
grande vetrata del soggiorno che ritaglia tutta la parete – produce emozioni anche per oggetti industriali
cortile interno: rapporto casa-natura
- 2) applicazione alloggio a scala sempre maggiore – blocchi= mobili villa di dimensione diverse fino a 400m di lunghezza – vanno a comporre una nave con le sue cabine (nave= modello)
mobili villa – rettangolari e su gradini/alla greca/a redàn
–         Plan Voisin per Parigi di Le Corbusier, 1925
città per tre milioni di abitanti = dimensione demografica di Parigi
città compatta in un rettangolo – la parte centrale: 24 grattacieli a 60 piani a 200m
città “Altra parigi”
L. prende la città e la inserisce nella Parigi per attività terziaria
a nome di un tizio nel settore dell'automobile che gli dà dei contributi
“L'automobile ha ucciso la città vecchia e dovrà salvare la nuova” - le Corbusier vuole fare tabula rasa (non come Giovannoni e Sitte)
–         Padiglione dell'Urss all'esposizione di Parigi di Melnikov, 1925
richiama molto interesse perchè nel 1917 c'è la rivoluzione di ottobre = cambiamento
immagine della cultura architettonica dell'URSS che arriva anche in architettura
in legno e in vetro – arco reinterpretato simbolo del comunismo
colonna reinterpretata – pianta: rettangolare – trasgressione e rottura= novità
scala tagliata in diagonale e sale sghembe
la sua idea è quella di coinvolgere lo spettatore – trave rossa che riflette sul vetro e fa si che “lo spettatore che passava lì diventava rosso”
+ monumento di Takling della Terza Internazionale
attraverso l'architettura = pressione psicologica (comunismo, nazismo)
–         Padiglione de La Samaritaine all'esposizione di Parigi di Perret, 1925
architettura del cemento armato
colloca il padiglione su uno stilobate molto alto e marcato
disegna un sistema trilitico
i due piedritti sono di legno lasciati rustici, neppure levigati
sostengono un elemento orizzontale = trave in cemento armato
“Non mi interessa l'uso dei materiali” vuole portare a far vedere dell'architettura “una capanna, un rifugio”
interpreta la capanna in quel padiglione

Esposizione a Monza – la IV triennale
–         Casa elettrica alla IV triennale di Monza di Gruppo 7, 1930
vuole offrire tutto il comfort della vita moderna
sponsorizza l'Edison: in essa, circondata dal verde, ci sono gli elettrodomestici
finestra principale della zona giorno: come una serra
–         Casa delle vacanze alla IV triennale di Monza di Ponti, 1930 [nel direttorio della Triennale]
per lui la casa è una cosa centrale dell'architettura [rivista: “Domus”]
è al centro del processo di rinnovamento della società di cui il perno è la famiglia
modernizzazione che provoca la crisi del gusto
Ponti dà una risposta: rinnova la casa quindi la famiglia
la casa = la casa all'italiana (nel primo numero di domus)
la casa non è una macchina per abitare
-intonaco rosso
-casa all'italiana: richiama la tradizione

V triennale a Milano (dal '33)
–         finito il palazzo della Triennale di Muzio
–         '33 Ponti è direttore della triennale, propone di progettare delle case –
- il modello è quello del Weissenhof con delle 1) case vengono demolite a differenza del Weissenhof
2) l'idea di Ponti ha un profilo alto: “dobbiamo fare delle case che sono espressione della civiltà di oggi”

–         Casa del sabato degli sposi alla V triennale di Milano del BBPR, 1933
(di Banfi, Belgioioso, Peressutti, Rogers)
l'elemento più forte = tetto circolare che fuoriesce dall'abitazione
estremamente elitario
[villa studio per l'artista sul lago di Terragni]
–         Casa struttura d'acciaio alla V triennale di Milano di Albini e Pagano, 1933
casa a struttura d'acciaio
ha lasciato a vista la parte inferiore perchè vuole mostrare la razionalità costruttiva, la sincerità, l'onesta dell'architettura – visione morale dell'architettura
–         Villa studio alla V triennale di Milano di Figini e Pollini, 1933
struttura d'acciaio
casa a un piano
pianta iscritta in un rettangolo aureo (particolari rapporti armonici tra il lato lungo e quello corto)
casa recintata chiusa vs l'esterno con spazo interni
pareti divisorie
casa chiusa con corti interne: casa mediterranea
viene presentata da F. e P. come “una casa che vuol segnare una svolta nell'architettura razionale”
svolta che deve andare verso la modernità

5/1933 esce la rivista “Quadrante” con due direttori non architetti: Piermaria Bardi e Massimo Bontempelli
–         programma di architettura formato da Figini: affermazione di una tendenza italiana che riprende la mediterraneità

Edoardo Persico scrive un articolo sulla triennale:

“Per noi il razionalismo italiano è morto. In realtà esso non è nato da nessuna esigenza profonda [essa non ha i presupposti sociali ed economici imperanti, non ha presupposti sociali]. È nato da dilettantismi.”