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lunedì 7 ottobre 2013

Storia dell'architettura Contemporanea - lezione 27: Architettura italiana del primo dopoguerra – il rapporto con la storia

Storia dell'architettura Contemporanea
lezione 27: Architettura italiana del primo dopoguerra – il rapporto con la storia

–         Casa “Il Girasole” a Roma di Moretti, 1947-1950
–         Abitazioni e Uffici in Corso Italia a Milano di Moretti, 1949-1956
–         Borsa Merci a Pistoia di Michelucci, 1948-1950
–         Rifugio Pirovani a Cervinia di Albini, 1949
–         Edificio per Uffici Ina a Parma di Albini, 1950
–         Chiesa di San Antonio Abate a Recoaro di Vaccaro, 1949-1951
–         Villaggio del Fanciullo a Villa Opicina di D'Olivo, 1950-1957


–         Casa “Il Girasole” a Roma di Moretti, 1947-1950
[architetto del foro mussolini, la casa della scherma – E42]
in zona Pariole
prospetto: scalinata di due rampe che porta all'atrio = dislivello
la casa si sviluppa su 4 piani
casa per appartamenti molto grandi: due per piano
zona giorno su facciata principale
camere: sporgono fuori dal perimetro dell'edificio [Aalto]
casa sollevata da terra
parte basamentale = definita da un forte bugnato asimmetrico che è in parte liscio e levigato e in parte scolpita in modo rustico, non finito, lavorato [rapporto con la storia]
in contrapposizione con la parte superiore = estremamente lavorata
edificio dà l'idea di poggiare su un grande basamento
taglio profondo del prospetto: ha la funzione di dare luce alle scale del cavedio e rende molto più elegante il tutto
nel prospetto in alto viene disegnato una sorta di frontone: spezzato al centro, asimmetrico [richiamo indiretto alla storia]
prospetto ha delle fasce verticali, una sorta di lamine che fuoriescono: il prospetto è una sorta di maschera che copre l'edificio
+ fasce orizzontali
–         Abitazioni e Uffici in Corso Italia a Milano di Moretti, 1949-1956
complesso più grande e ricco tra via Rugabella e via San Senatore
insiste su zona di espansione settecentesca – taglia una via
fatto di tre corpi (più alti che poggiano su corpi) [a,b,c]
maglia di pilastri – disegnati due atri d'ingresso
due edifici (a,b): caratterizzati da un profondo taglio tra di loro
prospetto mosso: terrazze aggettanti con leggera inclinatura
–         abilità nel modellare l'architettura
–         corpo ©: aggettante sullo spazio pubblico
tre appartamenti per piano
testata a punta
prospetto su via rugabella: chiuso che presenta tagli che rendono la facciata astratta dal punto di vista geometrico + piccole finestre per far passare fasci di luce
corpo che fuoriesce da basamento: corpo massiccio, pesante sostenuto da altro corpo separato di vetrate = drammaticità del'architettura [fragilità vs massiccio]
–         Borsa Merci a Pistoia di Michelucci, 1948-1950
intervento di Michelucci [stazione di Firenze, città Universitaria]
borsa merci: si valutano i prezzi delle merci
in una zona centrale della città
sorge vicino ad un edificio più imponente che non è rinascimentale ma eclettico dell'800 in stile neorinascimentale che però usa un linguaggio accademico
storia molto complessa
primo progetto presentato nel 1948, approvato ma non viene realizzato così:
tetto piano, prospetto formato al piano terra da un muro di bugnato regolare.
L'edificio che viene realizzato è diverso: Michelucci ha cambiato.
Differenze:
-realizzato: racchiuso da due setti in bugnato in pietra che fuoriescono e racchiudono il prospetto, ossatura in cemento armato tamponata con elementi in vetro o trasparenti o opachi – nella parte inferiore ci sono una serie di scalini che fanno una sorta di podio: l'edificio è sollevato da scalini
al pianoterra: vetrina galleggiante
copertura: a falde – copertura staccata dal muro 
-nel progetto: l'edificio non è sospeso, non ci sono scalini – copertura piana
interno: unico grande vano – ambiente dominato da scala a L messa in posizione asimmetrica [vs prospetto così simmetrico] =  sorpresa
ambiente spoglio – struttura in pilastri a vista: estrema sincerità costruttiva
finestre in alto sono leggermente inclinate per far entrare la luce
“intenzione di fare un edificio completamente perforato” che permette di vedere all'interno (nel prospetto principale)
critici: Gabbia per grilli
rapporto con la storia: non avviene riprendendo elementi formali, ma attraverso l'uso del materiale trattato in modo diverso [santa maria novella] e con il rapporto alla geometria – si rifiutano citazioni storiciste
sincerità costruttiva
--volontà di ambientare questo edificio [materiale, scalinata]
storia complessa: la borsa dopo dieci anni viene distrutta e gli viene chiesto di fare ampliamento della camera di commercio.

Franco Albini ha lavorato nella Milano Verde, Casa a struttura d'acciaio nella V triennale
–         Rifugio Pirovani a Cervinia di Albini, 1949
rifugio che si sviluppa su 5 piani: i primi 3 sono quasi seminterrati, gli ultimi 2 costituiscono il rifugio vero e proprio
rivestiti in pietra, la parte superiore è invece rivestita in tavole di legno
3 livello = soggiorno – 4 livello = camere
edificio presenta dei pilastri conici: sono rivestiti in pietra che hanno un giunto, una cerniere su cui si appoggia il rifugio
questa scelta formale è significativa: rivestito in pietra, è quasi conico – il giunto è in legno: volontà di creare un elemento di raccordo – è un giunto con riferimento all'architettura locale della zona [piedritto con ombrello in legno] – attenzione alla storia locale [reinterpretare] = dare una risposta moderna a delle architetture e sistemi costruttivi tradizionali
-- idea del peso di rifugio che si scarica su questi pilastri alti
[casa a struttura d'acciaio: volontà di dare importanza alla sincerità strutturale]
giunto = sincerità strutturale, stesso atteggiamento che aveva preso da Pagano
–         Edificio per Uffici Ina a Parma di Albini, 1950
nel cuore di Parma, in pieno centro storico (via Cavour)
edificio posto ad angolo su via Cavour
pianoterra sul lato di via Cavour: negozi
su via san Biagio c'è atrio e una scala che porta al piano superiore
prospetto su via Cavour: si legge una griglia in cemento che va a definire questo prospetto. Essa non è presente al pianoterra.
La griglia = razionalità costruttiva data anche da una chiarezza statica
albini vuole confrontarsi con il battistero fatto con una specie di griglia = rapporto con la storia
la griglia è composta da pilastri che cambiano: sono scalari (si assottigliano man mano che si va verso l'alto perchè devono sostenere un peso minore)
tamponamento: al primo piano: vetrato – sopra: finestre a tutt'altezza + muratura
-- estrema chiarezza tra elemento strutturale e elemento di tamponamento
il prospetto: pianoterra ha 5 pilastri ma non si vedono, sono nascosti, mentre al primo piano ce ne sono 7 ma si vedono
la trave tra i due piani scarica il peso ricevuto dai 7 pilastri
all'interno: scala che rappresenta un momento “altro” alla razionalità di questa struttura [prospetto vs scala] – scala a spirale

Vaccaro nasce nel 1896 [colonia dell'Agi a Cesenatico]
–         Chiesa di San Antonio Abate a Recoaro di Vaccaro, 1949-1951
ricostruire chiesa distrutta da un bombardamento verso la guerra
inserimento di un'architettura moderna in un contesto antico
pianta: asimmetrica (colpisce subito per questo): la navata laterale è solo a destra e non sulla sinistra. Lì
vengono collocati gli altari della chiesa distrutta.
La fonte battesimale + spazi confessionali + pulpito
presbiterio con forma poligonale: inusuale
grande volta a botte formata da un sistema di archi in cemento che sostengono la copertura con la particolarità che l'arco disegna un cerchio e un'ellisse.
La zona del presbiterio si presenta come un corpo staccato.
Interno: presenta pilastri in cemento rivestiti in pietra ma fatto successivo
-- distinguere la parte del presbiterio e della navata = marcare la differenza
prospetto: presenta diversi elementi decorativi: 1) marmo di due tipi: marmo rosso di Verona e marmo bianco = policromia che appartiene alla storia delle chiese
2) facciata fatta da rettangolo e da semicerchio + finestra posta al centro con cornice aggettante cuspidata
= richiamo alla tradizione veneta [chiesa di santa maria dei miracoli di pietro lombardo a venezia]
–           Villaggio del Fanciullo a Villa Opicina di D'Olivo, 1950-1957
[D'Olivo nasce nel 1921, si laurea a Venezia dopo aver finito la guerra, ma principalmente è un architetto autodidatta – si laurea con Samonà]
ha un atteggiamento diverso rispetto agli architetti già visti: vive il momento della guerra come un momento di rottura
si vogliono ospitare i fanciulli orfani che escono dall'esperienza del dopoguerra
“paese moderno per fanciulli” - idea di una piccola comunità
dormitori – mensa – aule per studenti – campo sportivo – chiesa (non verrà costruita)
planimetria costruita su maglia quadrata
edificio della mensa:
in pianta è composto da due quadrati di dimensioni diverse uniti tra di loro da un corpo
il primo quadrato è nella zona della mensa, grande vano con un vuoto al centro + scala a doppia rampa – sotto c'è il vuoto = percorso architettonico (LC)
guarda a Wright e a Le Corbusier 
rompere con la tradizione costruttiva! Si coglie sia nel modo in cui è organizzato l'interno, sia nella volontà di inclinare le pareti! Trasgressione e voglia di innovazione
Zevi sarà il personaggio che lancia D'Olivo, lo mostra a “metro”. Lo mostra come “rozzo [nel senso di schietto, primitivo a differenza di Moretti e Albini] e geniale”. È un'“architettura irritante”.
Forme che richiamano le forme taglienti del paesaggio del Carso.

Altro edificio --Tipografia:
pareti di tamponamento dall'esterno
struttura: pilastri a fungo (“alberi matematici”) in cemento precompresso [fabbrica johnson]
[schizzi: pensando a tesi di laurea 1947 per una casa editrice]
sintesi= elemento figurativo e elemento strutturale
–         non c'è il rapporto con la storia





Storia dell'architettura Contemporanea - lezione 20: Architetture della fine degli anni '30: Terragni, Libera, Moretti

Storia dell'architettura Contemporanea
lezione 20: Architetture della fine degli anni '30: Terragni, Libera, Moretti

–         Casa Malaparte a Capri di Libera, 1938-42
–         Progetto per un quartiere a Rebbio di Terragni e Sartotis, 1937
–         Casa Giuliani Frigerio a Como di Terragni, 1939-40
–         Piano regolatore del foro Mussolini a Roma di Del Debbio, 1928-32
–         Accademia di Educazione fisica nel foro Mussolini a Roma di Del Debbio, 1928
–         Stadio dei Marmi nel foro Mussolini a Roma di Del Debbio, 1928
–         Accademia della scherma nel foro Mussolini a Roma di Moretti,1935
–         Palestra del duce nel foro Mussolini a Roma di Moretti, 1936
–         Progetto di un Arengo delle nazioni nel foro Mussolini a Roma di Moretti, 1937

–         via Sinigaglia, via Pasquè, via Malta


–         Casa Malaparte a Capri di Libera, 1938-42
villa costruita per lo scrittore, giornalista, direttore della stampa, Malaparte
fascista in conflitto con le gerarchie e mandato al confino tra il 1934-5
viene mandato a Lipari per un anno
ritorna a Firenze, mantiene i contatti con le gerarchie del fascismo (bottai e ciano)
nel 1937 decide di andare a capri e di costruire lì la sua residenze
la costruisce in un luogo protetto in cui è vietato costruire
–         casa con forma allungata
si sviluppa su 3 livelli
si arriva attraverso un sentiero scosceso  (casa appoggiata su promontorio capomasullo)
ambiente spoglio con pavimento in pietra
l'elemento più caratterizzante è la scala che porta al tetto: scala con forma trapezoidale: si allarga man mano che si sale – essa permette da giungere alla terrazza che ha un muro curvo che declina
scala mette in relazione l'edificio con l'ambiente circostante
–         storia progettuale molto complessa: Malaparte incarica Libera di progettare questa casa verso il 1937. libera presenta un progetto: edificio che si sviluppa su due livelli, corpo molto stretto con una distribuzione interna semplice – in bugnato il primo livello, il secondo intonacato
questo progetto viene approvato dal comune di capri    
Libera non verrà a capri
poi i rapporti tra i due si affievoliscono e si arriva alla costruzione reale che è molto diversa perchè è molto più largo (10m al posto di 6) – cambia la struttura interna, le aperture e la soluzione del tetto e della sua scalinata
[curzio malaparte parte dal progetto di libera per arrivare a questo]
la scala per malaparte significava qualcosa: al confino a lipari ha visto la “chiesa dell'annunziata” che ha la scalinata d'accesso uguale ma all'incontrario

–         Progetto per un quartiere a Rebbio di Terragni e Sartoris, 1937 (partecipa ai ciam, il più aperto)
il quartiere satellite rebbio è a sud ovest della città di como= è un'altra città, una piccola città razionale alla periferia che è parallela alla città storica
è un quartiere autosufficiente: chiesa, mercato, scuole, asili, casa del fascio
il piano è stato studiato: T. ha applicato la geometria – è attento che la planimetria sia elegante
case del quartiere: case basse (2 piani) e case alte (6 piani)
[1938 politica autarchica italiana: bisogna fare costruzioni che impieghino poco ferro, per quello le città alte non sono così alte]
case distanti 52 m l'una dall'altra
case alte: 12 alloggi per piano – case a ballatoio come gropius, ma non hanno il corpo scala interno ma esterno a differenza di gropius
2 dei 12 alloggi sono più piccoli e ad una quota più bassa
incoveniente: si entra nella zona notte come casa tugendat
case a ballatoio: inconveniente --- creare una sorta di privacy che non c'è quindi t. crea 3 scalini e fa una piccolo ballatoio a quota più alta così si fanno le finestre a quota più alta

t. vuole attuare le soluzioni del quarto ciam. Il quartiere satellitare: superficie coperta minima, posizione al sole, abbatte i problemi della congestione, massimo di verde

–         Casa Giuliani Frigerio a Como di Terragni, 1939-40
l'ultima opera di t. che muore nel luglio del '43 (fa la campagna di russia, torna in gennaio 43, esaurimento nervoso per poi morire cadendo dalle scale)
edificio che viene costruito dal 1939 quando t. è a fare il servizio militare

è un edificio complesso
architettura che segna un periodo di sperimentazione
palazzina per appartamenti (casa giuliani frigerio), non distante dal novocomum (primo edificio di t.)
la casa si affaccia su tre via: sinigaglia, via malta, pasquè
l'architettura è l'opposto del quartiere di rebbio: la distruzione non è resa al minimo
pianta tipo: tre appartamenti per piano
pianta disegnata sulla base del rettangolo aureo
il prospetto disegnato sulla base del rettangolo aureo e su quadrati
appartamento a): volume traslato all'esterno
appartamento b): problema di affaccio [solo su via pasquè]
 si affaccia sul corridoio
      appartamento c): il più semplice
                                   terrazza che fuoriesce dal volume + terrazza che entra nel volume
                                   cucina che slitta dal volume
prospetto sul retro: 1] finestra a metà tenuta nella stessa linea delle finestre: essa è tenuta più bassa per realizzare ciò --- gli interessa l'eleganza, la forma ..
prospetto su via sinigaglia a nord: lunga finestra a nastro – slittamento all'esterno di un pezzo della pianta
prospetto su via pasquè: tripartizione che è presente il pianta: i tre appartamenti – disegna dei telai in ferro multipli di quadrati da porre per mettere delle tende nel periodo estivo, ma vanno a enfatizzare l'uso della geometria nella casa
prospetto su via malta: caratterizzato da balconi : metà prospetto vede 3 balconi che fuoriescono e l'altra metà balconi (3) a filo del prospetto
2] balconi che corrono sulla linea del prospetto – manca il pavimento in un balcone ma c'è il parapetto = vuoto

–         ultimo terragni: sperimenta nuove forme
è indifferente agli assi eliotermici (schizzi iniziali su carta millimetrata che aveva la posizione della scala opposta) 
va oltre al rapporto forma-funzione – indaga su una serie di relazioni formale che ci sono tra le piante e i prospetti
edificio sperimentale
eiseman impronterà gli studi su questo edificio = andare oltre di terragni = balcone vuoto

–         Piano regolatore del foro Mussolini a Roma di Del Debbio, 1928-32
il foro mussolini o foro italico = la progettazione inizia nel 1927 – nasce come zona sportiva
è una zona che viene amministrata e voluta dall'opera nazionale balilla= ente che il fascismo crea nel '26 per educare i giovani al fascismo
si punta sull'attività sportiva
il presidente dell'opera balilla è renato ricci – l'architetto a cui lui si affida è del debbio che fa diversi piani urbanistici per la zona: accademia di educazione fisica, lo stadio dei marmi, stadio olimpico, previste piscine non realizzato, previste foresterie
1932 è già costruito l'edificio di educazione fisica e lo stadio

–         Accademia di Educazione fisica nel foro Mussolini a Roma di Del Debbio, 1928
architettura presenta elementi della classicità (nicchie, colonne)
[piace a giovannoni]
cornici in marmo di carrara
intonaco rosso romano

–         Stadio dei Marmi nel foro Mussolini a Roma di Del Debbio, 1928
del debbio realizza anche lo stadio che presenta delle gradonate scoperte delimitato da statue scolpite da artisti di ogni regione d'italia

dal 1932 si chiama foro mussolini che vuole fare come gli imperatori romani (costruzione del mito del personaggio)

statua progettata da ricci = 86 metri (statua che vuole essere 3 volte la statua della libertà) da porre sulle colline della farnesina del foro mussolini
rappresenta ercole di nemea, personaggio della mitologia greca
ha le sembianze di mussolini
viene iniziata a essere realizzata
una delle rappresentazioni del culto creato dalla religione del fascismo

1934 luigi moretti incontra renato ricci
moretti nasce nel 1907, è già uno degli allievi più dotati della scuola di roma
ricci lo chiama per costruire per l'opera nazionale balilla
progetta:
–         Accademia della scherma nel foro Mussolini a Roma di Moretti,1935
progetto del 1935
posizionato a sud ovest del foro mussolini 
doveva essere in principio una casa balilla sperimentale poi si cambia idea e si decide di creare una casa della scherma la cui funzione principale in realtà è un edificio di rappresentanza
l'edificio si colloca in maniera critica rispetto al piano di del debbio, insegnata di moretti
- moretti esce dalla scuola di roma, fa l'assistente di giovannoni
porta via l'incarico a del debbio
si pone subito in opposizione a ciò fatto dal del debbio
1)      di tipo urbanistico: l'edificio si chiude verso la città e si apre verso il foro
[del debbio nel progetto aveva fatto un esedra: il foro mussolini si apre alla città ]
2)      dal punto di vista architettonico
–         la pianta: a L
composta da due volumi: palestra + altro edificio polifunzionale: biblioteca, sale varie (sala di riunione a pianta ovale – fa da cerniera per la pianta a L) 
–         prospetto verso il foro: finestra vetrata enorme che dà sulla biblioteca
–         palestra: copertura a forma di iperbole
spazio che riceve luce da una finestra enorme che unisce le due coperture
prospetto della palestra:

architettura di moretti: moderna ma che rimanda alla classicità
anche terragni la fa : la classicità di t. è moderna, la c. dello spirito che si fa attraverso la geometria = armonia

moretti non fa molta usa della geometria – la sua classicità ci è data dal ritmo dei pieni e dei vuoti
che è il ritmo degli edifici della classicità
questo ritmo gli permette di raggiungere la classicità
i volumi della sua architettura sono volumi nitidi e scultorei --- l'architettura del regime è di un architettura fatta di marmo interamente
è fatta di marmo di carrara
moretti va ad arrotondare gli spigoli perchè vuole dare l'impressione di un edificio plastico, che sia come scolpito nel marmo
“voglio un edificio di roba cotta tutta d'un pezzo”

del debbio aveva già fatto una foresteria
ricci chiede per rendere simile all'edificio di moretti a del debbio di rivestire la foresteria di marmo.

Moretti è l'architetto verso cui mussolini intrattiene dei rapporti stretti. Il biografo di m. parla di colloqui.

–         Palestra del duce nel foro Mussolini a Roma di Moretti, 1936
Al foro mussolini moretti progetta e realizza anche la palestra del duce che è l'appartemento di mussolini nel foro italico.
È uno spazio rettangolare che viene costruito con alcuni diaframmi: muri di marmo:
- uno va a segnare l'ingresso
scala elicoidale che porta all'ambiente delle camere
ambiente di marmo
spazio che fungeva da palestra
atmosfera mistica – appartamento segreto – collegato che porta alla piscina olimpionica
è pensato per un sorta di semidio
riferimento: Mies Van der Rohe – casa tugendath
–         Progetto urbanistico di moretti per il foro 1937
non è più del debbio l'architetto del foro
[italia fascista diventa impero]
–         Progetto di un Arengo delle nazioni nel foro Mussolini a Roma di Moretti, 1937
spazio luogo come luogo dello sport, diventa luogo politico della città
è un grande spazio per le manifestazioni di massa
è pensato per potere accogliere nelle gradinate e nel prato: 400mila persone [5 volte piazza venezia] [2 volte il campo di zeppelin feld di norimberga]
pianta: forma stilizzata di due ali d'aquila
forte analogia tra il campo di norimberga e il foro mussolini [realizzati negli stessi anni] = eterotopie: luoghi interni alla città
basamento: previsto per la statua enorme
al posto dell'arengo nel 10-1937 si inizierà il palazzo del littorio, progetto di foschini, del debbio che ora è l'attuale ministero degli esteri.